E alla fine è arrivata. Alla 100 km del Sahara abbiamo avuto anche la tempesta di sabbia. Del resto nel deserto si viene proprio per fare “corsa estrema”. E il meteo ha decisamente messo alla prova i concorrenti. Già si sentiva annusando l’aria, ieri sera, che non sarebbe stata una gran bella notte. E qualcuno ha cominciato a preoccuparsi quando ha visto le guide tunisine piazzare pietroni e badilate di sabbia sui bordi delle tende.

Dopo cena, il vento ha cominciato a montare, e nella notte ha dato il meglio di sé. Una tenda è volata via, un’altra si è accasciata al suolo. Quando ha cominciato pure a piovere, una cinquantina di runner si sono rifugiati nella tenda mensa per passare il resto della notte. E che notte! Si è dormito (dormito?) vestiti, con berretto di lana e guanti, avvolti nel sacco a pelo, mangiando sabbia. Per fortuna anche le donne, qui, sono tipe toste. Qualcuna, questa mattina, era persino contenta: «Mi sono fatta il peeling. E pensare che c’è chi lo paga caro salato…».

La mattina, però, ha ripagato con una fantastica tavolozza di colori la nottataccia. Unico rammarico: della mia crema da sole dimenticata a casa non ho certo sentito la mancanza. Troppo freddo e troppo vento per andare in giro in canotta e calzoncini. Alla prossima 100 km del Sahara, dovrò ricordarmi il grasso di balena: decisamente più utile da queste parti!

Il plotone dei camminatori è partito ben bardato: giacche a vento, pantaloni lunghi, pile. E dopo mezz’ora di saliscendi su dune rese compatte dalla pioggia della notte, ecco un incredibile arcobaleno. Un arcobaleno in pieno deserto, uscito all’improvviso da una coltre di nubi violacee. Aggiungete gli ocra e gli arancioni delle dune, e avrete un’idea di questo incredibile percorso.
Lungo la strada (strada?) persino un paio di bar. Capanne di palme battezzate “Erg Cafè”. Una pausa per un tè alla menta o un caffè arabo.

A distanza di un’ora dai camminatori, sono partiti anche i runner. Questa seconda giornata della 100 km del Sahara prevedeva 16 km (all’inizio e alla fine su dune, nella parte centrale del percorso su terra battuta e sassi). Non una gran distanza, però questa sera ci sarà anche la tappa notturna: circa 8 km da correre tutti tra le dune intorno al campo tendato, muniti di lampade frontali. E da concludere con un bicchiere di vin brulè.

Qualcuno comincia ad accusare i primi problemi ai piedi. I cerotti Compeed vanno come il pane. Roberto, il capocuoco del campo, provvede al doping con piatti di fusilli al radicchio conditi con una pioggia di parmigiano. Immancabile, la sera in tavola, la caraffa di Tavernello. D’accordo, non è Lagrein dell’Alto Adige: ma qui, ora, è un nettare divino.
In testa al gruppo, in questa seconda tappa della 100 Km del Sahara Massimo Camozzi tra gli uomini (con 1h:03:21) e ancora l’inossidabile Alice Modignani tra le donne (1h:14:07).

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