Di maratone se ne corrono tante. Qualcuno potrebbe dire addirittura: troppe. Ma ce ne sono alcune che lasciano il segno. New York, certo. E poi quella di Mont Saint Michelle con la marea che sale pian piano. E quella di Tromso, con il sole di mezzanotte. Se amate correre con il cuore che batte a mille per l’emozione (oltre che per lo sforzo), un’altra delle imperdibili è questa: la Chott Marathon Xtreme. L’unica al mondo ad essere ambientata in un lago salato, il Chott El Jerid: circa 2500 km quadrati che si estendono tra le oasi di Tozeur e Nefta, nel sud-ovest della Tunisia.
Il deus ex machina di questa gara è il modenese Adriano Zito, che delle corse nei deserti ha fatto il suo pane quotidiano. Sua infatti l’invenzione dell’ormai mitica 100 km del Sahara. Sua la declinazione della “progenitrice” in una serie di corse che hanno come sfondo ambienti estremi e affascinanti (en passant, il signore in questione è in partenza in questi giorni proprio per la prima edizione della 100 km du Senegal).

La Chott Marathon, si diceva. La 6a edizione si è appena conclusa. Il programma di viaggio si risolve ogni volta in un long weekend (da giovedì a domenica). Il sabato alle 5 del mattino è previsto il “via” alla gara. Si comincia a correre ancora col buio, per assistere – passo dopo passo – al sorgere del sole che si riflette sulla crosta di sale del lago, regalandole colori di una bellezza struggente. Con il passare delle ore, la superficie dura assume la caratteristica sfumatura bianca. La prova si sviluppa su due distanze: la classica maratona, di 42.195 km e la mezza maratona di 21,097 km. Quest’anno, poi, è stata inserita anche la formula Mara-Two, ovvero la maratona corsa in coppia: 21 km a testa. Il percorso si svolge quasi interamente sul lago salato. Solo gli ultimi 7 km si snodano all’interno dell’oasi, tra palme e strette stradine.

Riuscire a organizzare anche quest’anno la gara in Tunisia è stata una bella soddisfazione per Adriano Zito, che solo qualche mese fa era stato costretto ad annullare la 100 km del Sahara a pochi giorni dal via, a causa dei disordini. Tornato a casa, Zito non si è risparmiato le polemiche. «In hotel – ha detto – ho trovato 4 pulmann di giovani adolescenti francesi in gita scolastica, un altro gruppo di giovani ragazze norvegesi, e comitive di spagnoli e francesi. Tutti serenamente in vacanza. E questo ha fatto un pò effetto a me, e credo anche a tutti i presenti. Inutile dire che di Italiani nemmeno l’ombra, ma era prevedibile visto il tipo di informazione che arriva tramite le nostre istituzioni. Noi abbiamo potuto toccare con mano che il cambiamento necessiterà dei tempi dovuti, ma ad oggi l’ordine pubblico e la sicurezza per i turisti non è in discussione.».
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