Il nostro Max Marta racconta la sua avventura all’ Epic Ski Tour, una gara di tre giorni dedicata allo sci alpinismo nella splendida cornice delle Dolomiti.

Che le Dolomiti siano un luogo di rara bellezza lo sanno tutti. Ma se ai paesaggi meravigliosi di queste montagne si aggiungono anche i felici ricordi d’infanzia e le memorie di estati e inverni passati tra queste valli, allora l’emozione di trovarsi qui lascia davvero senza fiato. In particolar modo quando a Canazei passo davanti al Camping Marmolada, dove da adolescente ho trascorso tante estati e da dove sono partito per le mie gite verso le innumerevoli ferrate: la Marmolada, il Catinaccio d’Antermoia, fino alle Pale di San Martino e oltre.

Inizialmente non sapevo come valutare l’Epic Ski Tour, questo trittico di gare itinerante, dal Cermis, al Passo San Pellegrino e (dulcis in fundo per me) il Passo Pordoi. Sicuramente, effettuare tre gare in tre posti diversi, non è una novità nel panorama dello sci alpinismo: lo scorso anno in Valle d’Aosta avevo seguito un’altra tre giorni che si svolgeva su tre percorsi distinti, ma lì erano davvero a pochi minuti l’uno dall’altro. Qui lo sforzo dei concorrenti che arrivavano da lontano è iniziato con la ricerca del miglior posizionamento dell’albergo, tra le tre località sopra indicate e il PalaFiemme, dove si svolgevano briefing, pasta party e premiazioni. La mia scelta, ad esempio, è caduta su Moena. Ma poi l’ultimo giorno ho tirato le somme e posso dire di aver totalmente apprezzato la logistica dell’organizzazione, perchè questo in fin dei conti è stato un modo per far scoprire le Dolomiti a chi non conosceva, come ad esempio i numerosi spagnoli presenti, e a farle riscoprire a chi mancava da tempo. La stessa cosa non sarebbe stata possibile senza guidare tra le Valli e sciare in tre posti così belli. Certo sole e tempo sereno hanno aiutato, ma un po’ di fortuna non guasta! La Dea Bendata non è stata invece altrettanto clemente per quanto riguarda la neve: quasi del tutto assente, tanto da obbligare gli organizzatori a cambi di percorsi e di orari, e ad optare per le piste battute. I percorsi molto diversi tra loro, per difficoltà e tracciato, lasciavano intuire una certa indipendenza dei tre team che si sono occupati ognuno dell’organizzazione di una giornata.

L’organizzazione
Se si potesse fare una classifica relativa ai tre percorsi, la medaglia d’oro (senza nulla togliere alle altre due località) va al terzo giorno, quello sul Pordoi, sia per i commenti della “pancia del gruppo”, di cui dirò dopo, che per i continui cambi d’assetto che hanno reso la giornata intensa e tecnicamente significativa.
Maniacale come sono quando si tratta di sicurezza, non posso non rilevare la mancanza di “monitoraggio” lungo la discesa, che durante il secondo giorno ha fatto sì che mi trovassi davanti tre sciatori con giornaliero imbucati tra le reti. Lo slalom improvviso con i leggeri sci che stavo testando, è stato possibile solo grazie al fatto che…quest’anno festeggio i 50 anni dal primo giorno sugli sci!

La “pancia del gruppo”, a cui accennavo sopra, è quella che fa i numeri, la “pancia del gruppo” è quella che spende e riempie i negozi, la “pancia del gruppo” è quella che è bello ascoltare quando il terzo giorno (provata dalle fatiche dei giorni precedenti) parla e borbotta. “La pancia del gruppo” è, sostanzialmente, il gruppo stesso. Anche per questo io gareggio e non scrivo dalle tribune, per ascoltare cosa dicono i concorrenti: ma non cosa dicono dopo aver fatto la doccia ed essersi rilassati con una birra, ma quando sono lì ai nastri di partenza, tesi e nervosi, e vogliono scaricare un po’ di tensione. Questo vale oro. Cosa avrebbero preferito? Cosa si suggeriva agli organizzatori per il prossimo anno? Si era un po’ critici verso i premi stratosferici messi in palio, che stridono in questo periodo di crisi. Si faceva notare che il Pasta Party serale era davvero “pasta e basta”, e che magari due fette di prosciutto e formaggio sarebbero state gradite, e che una polenta o una minestra calda l’avrebbero voluta trovare subito dopo l’arrivo.

Organizzatori tranquilli, tornano tutti! Ulteriore nota di plauso: ho avuto modo di noleggiare nell’Outlet La Sportiva di Ziano di Fiemme per soli 10 euro degli scarponi fantastici, modello di quest’anno, che mi hanno alleviato le fatiche del terzo giorno di gara. Sempre per quanto riguarda la scelta dell’attrezzatura, ho notato che molti hanno scelto La Sportiva per equipaggiarsi, in una gara che spesso può riservare molte sorprese.
Per quest’anno è tutto, ci vediamo all’Epic Ski Tour 2018!
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