Il plus di una vacanza estiva a Fai della Paganella? La bicicletta. Lo dicono i numeri di una ricerca effettuata dal comprensorio Trentino Dolomiti Paganella sull’impatto che ha avuto la bici nella stagione 2018.
Una cosa è certa: la bike area Dolomiti Paganella (che comprende le tre bike zone di Andalo, Fai e Molveno) è considerata dai biker una delle destinazioni migliori in Italia, grazie ai suoi trail curati e studiati per massimizzare sicurezza e divertimento, e a una serie di servizi collaterali (noleggio, un unico bike-pass, colonnine di ricarica per e-bike).
Una vocazione, questa, che nasce da un preciso impegno strategico: puntare sulla mountain bike come polo di attrazione turistica. E proprio per verificare i risultati di questo impegno e il ritorno economico, l’Azienda per il Turismo ha condotto una ricerca. All’indagine hanno partecipato 225 bikers intercettati nel corso della stagione 2018 con una provenienza 70% italiana e 30% estera.
Dalla ricerca emerge come la motivazione principale nella scelta della località Dolomiti Paganella Bike Area è data, per il 54% dalla rete dei sentieri dedicata, per il 14% dalla reputazione del luogo, come “destinazione mtb” e per il 10% dai servizi adatti alla mtb (guide, noleggi). Sempre sul tema della scelta, al quesito: “pensando ad altre bike destination, l’esperienza globale nella bike area, com’è stata?”, il 60% degli intervistati ha risposto “molto meglio” ed il 21% meglio. L’indagine ha fatto anche utilizzo di alcune metriche per misurare, nel dettaglio, la capacità della destinazione nel generare esperienze “shareable” e quindi di innescare un passaparola positivo, vera arma a disposizione di chi si occupa di marketing. Il “Net Promoter Score mette quindi in luce come i bikers che effettivamente agiranno come “promotori” dell’esperienza bike sul territorio della Paganella siano il 75%.
Un altro sorprendente dato che è emerso dalla ricerca è anche la spesa media per il singolo biker: escluso bike pass e considerando la spesa in ristoranti, pernottamenti, noleggi etc. questa si attesta su 196 euro ciascuno. Un’altra conferma di come la mountain bike sia uno sport ad alto rendimento economico e di come possa fungere da traino nello sviluppo di un territorio in chiave estiva è il dato relativo alle giornate di apertura degli impianti di risalita che risulta in costante aumento da quando nel 2014 il progetto Dolomiti Paganella Bike ha assunto un’importanza strategica per il territorio.
Tutti i dati portano ad una considerazione univoca: la bike economy è un traino per l’economia del turismo in montagna, soprattutto a seguito di investimenti mirati che hanno portato ad un significativo aumento qualitativo dei servizi. I dati di partenza sono quelli relativi alla stagione 2018, con un passaggio bike totali certificato di +146% rispetto al 2016 (191.789 tot.), un significativo aumento del numero dei biker totali (+75%, 21.176 tot) e il raddoppio degli incassi maturati dagli impianti di risalita (+103%). L’ impatto economico totale per la stagione 2018 è stato valutato in 4.207.556 euro (spesa media biker per numero tot. biker + incassi bike pass).
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