Tra l’Emilia Romagna e la Toscana esiste un parco nazionale meraviglioso, il parco delle foreste Casentinesi, monte Falterona e Campigna, quasi 40.000 ettari di terreno ricchi non solo di natura, ma anche di storia, cultura e tradizione enogastronomica. Non è una zona molto conosciuta, pur essendo a solo un’ora di macchina da Firenze. Io stessa, prima di cogliere l’invito di Soul Running e degli enti del turismo della Toscana ed Emilia Romagna, non la conoscevo affatto.

Soul Running e’ una rivista che si pone come obiettivo quello di far conoscere al turista attivo parti d’Italia (e di estero) ancora poco visitate esplorando il territorio con le proprie gambe, per esempio correndo, camminando o in bici. È per questo che, tra le varie attività, mappa i percorsi con chilometraggio e dislivello, e segnala i “Running Hotel”, cioè gli alberghi sensibili alle esigenze dei podisti/turisti, e così via.
Ma veniamo alla nostra trasferta. Incontro lo staff della rivista, Mirko Mottin e Francesco Di Domenico, in stazione a Milano insieme ad altri giornalisti italiani e stranieri. Dopo circa tre ore di viaggio arriviamo a Londa, un ospitale borgo in Valdisieve, provincia di Firenze, ai piedi del monte Falterona, denominato “montagna sacra” perché ricca di storie suggestive, luoghi meditativi e chiese antiche. Ad accoglierci e ospitarci troviamo Caterina, guida turistica e direttrice di Ecotondo, associazione per lo sviluppo sostenibile del territorio toscano. Lei e suo marito Carlo ci raccontano le attività che svolgono: laboratori didattici a tema per le scuole e campi estivi oppure manifestazioni, escursioni e mostre per promuovere i loro amati luoghi.
Ceniamo con il sindaco di Londa che ci spiega il perché del nome che ha il paese. Lo racconto brevemente, perché è una storia particolare: originariamente si chiamava “Isola” dato che il paese nasce su una porzione terra isolata da due torrenti, il Moscia e il Rincine. Poi il nome e’ diventato “l’onda” perche’ i due fiumi incontrandosi creavano appunto un’onda e da lì il nome definitivo “Londa”. Altra peculiarità di questo piccolo comune sono la pesca regina dalla polpa bianca, la principale risorsa per la comunità agricola locale, e la castagna.

Intanto noi giornalisti entriamo in clima e iniziamo a saperne di più del luogo che ci sta ospitando. La mattina seguente Caterina e Carlo ci preparano un’abbondante colazione, ricca di prodotti tipici, tradizionali, naturali e biologici. Ora abbiamo il carico di energia che serve per affrontare un bellissimo percorso ad anello di circa 12 km passando (a piedi ovviamente) per paesini e chiese antiche.
Nel pomeriggio ci spostiamo nel comune di San Godenzo, ospiti di un borgo antico, il borgo di Serignana, immerso in una cornice di colline verdi e paesaggi incantevoli. Pochi i rumori, sembra di essere fuori dal mondo. Ceniamo anche questa volta con il sindaco, che ci racconta un sacco di aneddoti e storie sul comune toscano che dirige. Abbiamo modo anche di parlare con il parroco che ci narra la storia della chiesa del paese e dei suoi affreschi. Traspare, ogni volta che dialoghiamo con le persone del luogo, l’amore per il loro territorio e il desiderio di far conoscere le loro origini, la loro storia, i loro prodotti.
La mattina seguente corriamo per 16 km immersi in boschi dagli alberi altissimi che stanno perdendo le foglie. Alcune resistono ancora tenaci sugli alberi, altre volano sospese in aria, altre ancora formano un tappeto per il nostro passaggio. Il tutto crea un’atmosfera suggestiva e magica, da fiaba dei fratelli Grimm. La sera siamo ospitati in un ristorante che ci fa assaggiare una serie di prodotti tipici: la cucina toscana, si sa, non può non piacere.
Poi a letto presto perché il giorno seguente ci aspetta l’ultimo percorso, questa volta di 6,5 km, attraversando frazioni del comune di San Godenzo come le Crocicchie, le cascate del Lavane e le cascate dell’Acquacheta, rese famose dai versi di Dante che trascorse parte del suo esilio da Firenze proprio in questi territori. Numerosi sono anche i percorsi per chi ama andare in bicicletta, mentre per gli appassionati di storia ci sono numerosi itinerari archeologici risalenti al tempo degli Etruschi, che mettevano in comunicazione la Toscana con l’Emilia Romagna attraversando gli Appennini.
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