Cinque tappe in quattro giorni. La più lunga è una maratona, la più breve una corsa in notturna di 8 km. Per un totale di 114 km. Dal 4 al 10 marzo si terrà la 14a edizione della 100 Km del Sahara, corsa a tappe nello scenario del deserto tunisino. Un’edizione importante, perchè arriva dopo la sospensione dell’anno scorso a causa dei disordini politici. Adriano Zito, organizzatore di questa sensazionale gara (valida per l’ammissione all’Ultra Trail du Mont Blanc), dà qualche anticipazione sull’evento. E promette: «Dopo la fatica, le soddisfazioni della buona tavola». Perchè uno dei fiori all’occhiello della 100 Km del Sahara è proprio il servizio ristorazione.
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– L’ultima edizione, quella del 2011, è stata cancellata all’ultimo momento a causa dei disordini: a questa 14a edizione parteciperanno i runner che non avevano potuto partire la volta scorsa?
«Sì, alcuni dei partecipanti si erano iscritti all’edizione scorsa e hanno deciso di mantenere la loro iscrizione per questa edizione. Sono circa 50 tra i italiani e stranieri».

– Nel corso di questi anni, com’è cambiata la gara in fatto di organizzazione? È meno spartana o non ha rinnegato lo spirito iniziale?
«Il vero cambiamento riguarda la nostra organizzazione, che ha dovuto attrezzarsi per gestire i numeri che sono aumentati rispetto alle prime edizioni. Mi riferisco in particolare al servizio catering, che abbiamo dovuto organizzare in modo da essere efficiente in tempi giusti per le oltre 200 persone che animano l’accampamento. Anche il servizio medico si è dovuto adeguare ai nuovi numeri. E così tutti gli altri reparti. Ma questo non ha interferito con lo spirito dell’evento, che è rimasto invariato».
– Negli anni passati, l’oasi di Ksar Ghilane era il punto di arrivo. Oggi si parte da lì. Com’è cambiato il percorso?
«Dopo la 10a edizione, il percorso è stato completamente variato. Oggi infatti il punto di partenza è l’oasi di Ksar GHilane, un tempo traguardo, e quella di arrivo è Douz. Ogni anno poi interveniamo integrando il percorso con nuovi passaggi interessanti che vengono trovati durante le nostre ricognizioni pre-gara».

– Gli iscritti ammessi alla corsa sono 150. Quanti sono rimasti fuori? C’è una sorta di selezione, o passa chi primo si iscrive?
«Non è richiesta nessuna esperienza specifica e non ci sono filtri. Fa fede la data di iscrizione e, ovviamente, è necessaria l’idoneità medica. Il numero massimo di iscritti viene raggiunto verso dicembre, poi per alcune piccole eccezioni riusciamo a integrare ugualmente. Ma oltre questi numeri le iscrizioni vengono chiuse. Bisogna considerare che 150 atleti significano 200 persone da gestire ai campi tra staff, giornalisti, operatori e fotografi. Tutti da “accudire” per una settimana in mezzo al nulla. A oggi è un po’ il numero limite per la nostra organizzazione, mantenendo invariati gli standard di sempre».
– Il cantante Riccardo Fogli è uno dei grandi fan di questa gara. Ci sarà anche quest’anno? Ci sono altri personaggi noti?
«Riccardo Fogli, che ha partecipato per ben 4 volte, è in attesa di diventare padre a breve, e purtroppo non ci sarà. Ci dispiace, ma noi siamo ben contenti di quello che lui sta vivendo. Per il resto, nessun volto noto. Piuttosto, tante storie interessanti. Ci sono due ragazzi che arriveranno dall’Islanda, un altro addirittura dall’Equador, qualcuno da Hong Kong».

– E per quanto riguarda la formula walking?
«Ci saranno 10 camminatori al via, che copriranno il percorso con l’accompagnamento di una nostra guida».
– Due parole sul servizio ristorazione, probabilmente il migliore nel suo genere…
«Questo è veramente il nostro fiore all’occhiello, e ha richiesto uno sforzo notevole per poter essere realizzato. Ma oggi siamo in grado di mettere a tavola comodamente sedute 200 persone in meno di 40 minuti, con una varietà di cibi e una selezione nei menù che non credo che abbia riscontri in altre organizzazioni. Collaboriamo con le migliori aziende alimentari Italiane, e abbiamo organizzato una cucina da campo montata su uno speciale camion 4×4, che si aggiunge ad altri due camion 4×4 che trasportano tutto il materiale e le scorte necessarie. Ci sono tre cuochi (Roberto Salardi, Alessandro Gober e Franco Olivero), coadiuvati da 7 assistenti. Un bell’impegno ma anche una bella garanzia: non è possibile dimagrire in questa gara!».
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