Anton Krupicka non è un runner qualsiasi. Non è nemmeno un campione qualsiasi. Trovare una definizione per questo ragazzone americano dai capelli lunghi, barbuto, che si diverte a correre a torso nudo (e spesso senza scarpe) inanellando un record dopo l’altro, è abbastanza difficile. Classe 1983, oggi Anton è conosciuto a livello mondiale per le sue numerose imprese nell’ambito delle gare ultratrail più dure al mondo.
Già campione della Lavaredo Ultra Trail nel 2014 e di numerose altre endurance (come la prestigiosa corsa americana Leadville 100 Trail), ora torna a “vestire” i colori italiani: da quest’anno infatti Anton sarà ambassador del marchio La Sportiva, non solo in ambito running ma anche per quanto riguarda i settori arrampicata e skialp.

In realtà l’atleta aveva già collaborato con l’azienda trentina di Ziano. Ma dal 2006, la collaborazione era terminata. Ma chi è Anton Krupicka? Lui stesso si definisce “self-powered adventure”, ovvero uno che affronta le avventure contando esclusivamente sulle proprie forze. Per lui correre è naturale come respirare: di rado succede che non corra per una giornata (in genere capita solo quando è infortunato), e macina qualcosa come 750 miglia al mese.
Anton Krupicka cominciò a correre quando aveva appena 11 anni e viveva con la sua famiglia in una fattoria del Nebraska. Per prepararsi a una gara sportiva scolastica, si inventò un allenamento denominato “one-mile-per-day training”. A 13 anni, era già abituato a correre 100 miglia alla settimana. “I miei genitori erano contenti – racconta – perché così non avevo tempo di andarmene in giro ubriaco a guidare la macchina o a sparare alle gare di tiro”.
Al Colorado College, dove studiò per cinque anni e si guadagnò un B.A. in filosofia, fisica e geologia, era considerato dai compagni un tipo eccentrico perché correva spesso senza T-shirt e senza scarpe. Di soldi in tasca ne aveva davvero pochi. Un semestre lo trascorse dormendo sotto il letto di un compagno; un altro dentro una toilette. Faceva la posta alla sera davanti alle panetterie, durante l’orario di chiusura, per raccattare il pane che veniva buttato via. Del resto aveva davvero bisogno di carboidrati: perché correva 30 miglia al giorno.
Nel 2006 Anton Krupicka corse la sua prima “100”: il Leadville Trail, una delle più prestigiose ultramaratone americane. E la vinse. Facendo il bis l’anno successivo. E così gli sponsor iniziarono a tenere d’occhio quel ragazzo allampanato, innamorato delle montagne. Così innamorato, da spostare sempre più in alto l’asticella e da cercare una sorta di “fusione” con l’ambiente alpino. Oggi Anton vive a Boulder, in Colorado, sede della divisione americana di La Sportiva.
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