Arrampicare ad Ailefroide, in Francia, è sempre uno spettacolo. Le istruzioni per l’uso per chi vuole seguire le tracce della nostra Emma De Franco.
La natura mi sorprende sempre. Siamo stati immersi in un manto di pioggia e vento tutta la notte e nonostante tutto, all’attacco della via abbiamo trovato la roccia asciutta. Il mese di agosto sono tornata in un posto che non visitavo da un po’ di tempo: Ailefroide, un piccolo paradiso per gli amanti dell’arrampicata incastonato nel massiccio des Ecrins, nelle Alpi del Delfinato (Francia). Una valle di granito, che permette a tutti coloro che amano questo sport di praticarlo in tutte le sue forme: falesia, multipitch e boulder.
Il caldo torrido e afoso della stagione si manifesta con un clima caratteristico, sole e alte temperature fino al primo pomeriggio, quando, in maniera ormai prevedibile (dopo due tre giorni che campeggiamo), viene sostituito da grosse nuvole cariche d’acqua e da un forte vento. Le giornate, di conseguenza, le organizziamo così: la mattina si scala, massimo fino alle 15, il pomeriggio ci si riposa al riparo dalle tempeste estive.
È stato un venerdì sera. Ci siamo chiusi in auto con la pioggia che batteva forte e i lampi che rischiaravano il cielo a intervalli fissi. Un misto di noia, causata dal maltempo che ormai ci perseguitava da giorni, intervallata da una sfilza di dubbi e domande: “Ma secondo te, domani le pareti saranno asciutte?”
Il giorno prima avevamo già preparato tutto il materiale, che per chi decidesse di tornare a ripetere questa via, chiamata “La Fouilla”, si compone di:
- Abbigliamento adeguato
- Materiale base di arrampicata (imbrago, casco, scarpette e magnesite)
- Corde doppie 60 mt (per le calate, si possono usare anche lunghezze minori e spezzare le calate in tre: 20 mt, 35 mt e 45 mt)
- 15 rinvii
- Materiale per multipitch (cordini, discensore, ghiera etc.…)
Su qualche testo potrete trovare anche nut e friend, ma risultano non necessari in quanto la via è spittata sportiva, quasi come fosse una falesia, e inoltre si tratta di un’arrampicata prevalentemente su placca, quindi difficile da integrare.
La spittatura e le soste (su spit da collegare o già collegati da cordino) la rendono una via perfetta per chi è appena uscito da un corso e vuole iniziare ad approcciarsi all’ambiente.

Sabato mattina, una sorpresa inaspettata
Nonostante la pioggia abbia battuto contro i finestrini dell’auto tutta la notte, ci svegliamo e il tempo sembra concederci una finestra di bel tempo. Le previsioni meteo confermano, e allora ci mettiamo in marcia.
La Fouilla è una via di più tiri con uno sviluppo di 220 mt. Si trova nel settore 22, nominato “parete sud della Draye”. Una cosa che sicuramente abbiamo imparato è stata quella di studiarci bene gli avvicinamenti. Infatti sebbene la valle sia molto contenuta e tutte le pareti raggiungibili a piedi dal campeggio municipale, in realtà è molto facile perdere un sacco di tempo alla ricerca dell’attacco giusto della via.
Con questo articolo vi voglio sia raccontare la mia esperienza insieme ad Alessandro, ma vorrei anche creare una guida un po’ più veloce e intuitiva su dove trovare alcune delle vie più caratteristiche e semplici della valle.
Il settore 22 è la parete che arrivando da Pelvoux vi ritrovate alla vostra destra. Nominato “parete sud” chiaramente indica che le vie avranno la stessa esposizione. Per questo consiglio la ripetizione in giornate non completamente terse. Meglio un po’ di nuvole oppure un venticello fresco. Se partite dal campeggio per arrivare alla base delle vie, potete seguire questo itinerario.
Andate verso il ponte in direzione Prè de Madame Carl. Una volta passato, in prossimità delle piccole baite subito a destra continuate per qualche metro fino a un bivio. Qui mantenete la destra. Adesso state camminando su di un comodo sentiero rinfrescato da alberi. A destra e sinistra vedete i massi dei boulderisti. Ad un certo punto troverete sulla vostra sinistra la falesia delle petite dalles. Continuate.
Sui cartelli segnaletici gialli seguite la freccia in direzione “Tete de la Draye – Chambran”. Adesso qui avete due possibilità: prendere un ripido sentiero sulla sinistra indicato da un bastone conficcato in terra e mantenere ad ogni bivio sempre la destra, oppure continuare e salire alla base della via grazie ad un sentiero che sale dolcemente nel bosco (sempre sulla sinistra).

Arrivati alla base della placca muschiosa del settore, trovate tre vie:
- Spit on Cup, a sinistra. È l’unica via che alla base non presenta il nome, perché il primo tiro è stato aggiunto successivamente. Il nome, infatti, si trova di fianco alla sosta da cui parte L2.
- Le dernier neandertalien, in centro. Alla base trovate il nome della via.
- Fouilla, tutta a destra. Alla base trovate il nome della via.
Tutte e tre sono lunghe 220 mt, si sviluppano su placca spittata recentemente (nel 2023). Non richiedono integrazione con protezioni veloci. Le soste sono attrezzate su spit da collegare o collegati da cordini.
Il primo tiro si sviluppa su una placca appoggiata piuttosto musciosa. Seguono un ribaltamento e un tratto erboso che porta alla sosta. 30 mt – 11 rinvii utilizzati.
Il secondo tiro è più un tiro di collegamento che una vera e propria lunghezza. La prima parte si sviluppa su roccia per poi proseguire per zolle erbose e arrivare alla base del terzo tiro. 30 mt – 15 rinvii
Il terzo tiro (noi abbiamo fatto una variante che passa sulla sinistra) si sviluppa da relazione in un canale erboso. La variante che abbiamo preso, invece, parte su una placca appoggiata e termina con un diedro di pochi metri. 30 mt – 12 rinvii
Dopo un traverso di collegamento riprendiamo sulle lunghezze della via. Il quarto tiro è un po’ più fisico dei precedenti, infatti prevede il superamento di un muretto e un ribaltamento. 30 mt – 11 rinvii
Il quinto tiro è un bellissimo tiro di placca che si sviluppa per 30mt, 13 rinvii.
Arriviamo quindi al sesto e settimo tiro. Il sesto è il crux della via, parte con una placca tecnica sulla sinistra. Continua sulla destra con un tratto più fisico e verticale. Per arrivare in sosta c’è un pezzo particolarmente divertente con delle lame e fessure. La sosta purtroppo non è delle più comode. 40 mt – 15 rinvii
L’ultimo tiro, anche questo abbastanza tecnico, inizia con una placca che termina con un muretto da ribaltare. Continua con una placca appoggiata. La sosta finale è molto comoda, sono presenti due soste su cui recuperare il secondo. Alla destra, seguendo la catena e il cordone fucsia, che si trova in cima, si giunge a due comode soste attrezzate per le calate.
Per la discesa sono previste due calate, una da 55 mt e l’altra da 45 mt. Finisce con un sentiero. L’ascesa è stata molto divertente, ci siamo goduti i tiri e il panorama. Inoltre, fortunatamente la via del ritorno l’abbiamo imboccata prima di un bell’acquazzone!

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