Dicembre, prime nebbie e primi freddi; è il momento giusto per ricordare una corsa al caldo: la Carrera de Baja. Non è passato tanto tempo, la corsa è dal 18 al 26 ottobre. Bisogna andare in California, nella Bassa California Sur. In Messico. Il ritrovo è a La Paz. Prima di parlare della corsa bisogna rispondere a una domanda che mi è stata fatta innumerevoli volte: “Perché corri?”. Non è mai facile rispondere perché la risposta vera si trova in profondità. La mia è: perché voglio vedere, correre, vivere e fare parte di posti belli, incredibili e possibilmente in solitudine.

Nella Carrera de Baja tutto questo è scontato è la norma. È una corsa a tappe, e i briefing non sono dettagliatissimi, cosa che a me piace molto. Voglio solo sapere qual è il necessario, qual è l’attrezzatura giusta per poter affrontare le difficoltà. Non ditemi cosa ci sarà dopo la curva, nè quando finirà la salita. Perché dietro una curva è capitato che incontrassi un canyon con pareti alte 20 mt e un fiumiciattolo che bisognava guadare più e più volte. In uno di questi guadi ho avuto la brillante idea di saltare da una roccia dentro il fiume, finendo completamente sott’acqua… non credevo fosse cosi profondo in quel punto. Poco male, perché correndo con 35 gradi di temperatura è stato piacevole e anche divertente.
In effetti una delle difficoltà di questa corsa è proprio la temperatura, perché si corre nell’entroterra – e non solo – della California messicana. Il deserto, se pur pieno di vegetazione e cactus come quelli dei cartoons di Beep Beep, è pur sempre un deserto con il suo bel caldo.

Per essere un po’ più precisi, la Carrera de Baja è un trail itinerante di circa 100 km in 5 tappe. Il ritrovo è a La Paz, e da lì ci si trasferisce a Loreto, città da cui tra l’altro parte il Cammino Real… ma questa è un’altra storia. Questa cittadina si affaccia sul mare di Cortes, ed è stata la nostra base per le prime tre tappe, quelle con il chilometraggio maggiore, tutte nell’entroterra.
Una cosa importante è che i partecipanti sono stati pochi (in questa edizione eravamo in 18), il che vuol dire che dopo poche centinaia di metri si è soli. Dimenticavo: attenzione ai serpenti! Fortunatamente ne ho incontrato solo uno per strada, e in quel momento ero in macchina (perché prima della corsa mi sono girato per 9 giorni la Bassa California… Cerveza, Tequila, Margarita e burritos… certo, non il massimo come dieta pre-gara ma l’ideale per fare amicizia).
Durante la gara ho visto solo qualche traccia di serpenti sulla sabbia. Comunque nel briefing ci veniva ricordato sempre cosa avremmo dovuto fare nel caso ne avessimo incontrato uno.

Le ultime due tappe si sono svolte sul mare. La prima su una lingua di sabbia che divide l’Oceano Pacifico da una laguna. Uno spettacolo di contrasti tra il bianco delle dune, l’azzurro del cielo e il blu dell’oceano. Per l’ultima tappa invece siamo tornati a La Paz. Questa tappa è un concentrato di bellezza e fatica in 10 km. Quattro baie mozzafiato divise da colline di roccia apparentemente lavica. In questa tappa erano presenti molti runner arrivati da La Paz con il loro tifo “messicano”. Poi all’arrivo, alla fine gara, bagno in mare, premiazione sulla spiaggia, birra e pescado. Si può desiderare un fine corsa migliore?.
Non resta che ringraziare Giorgio Codias, Alberto Rovera e Dino Bonelli. Organizzatori e fotografi che ho avuto il piacere di conoscere già in passato in Islanda. Una volta di più, ho potuto apprezzare la loro bravura in California. La cosa che più mi ha colpito nell’organizzazione di questa gara è stata la capacità di essere discreti durante la competizione ma nello stesso tempo di non farti mai sentire abbandonato. Questo mix lascia la libertà di immergersi pienamente nei percorsi tracciati. La Carrera de Baja è una corsa che sicuramente mi rimarrà nel cuore più a lungo di queste maledette spine di cactus che ho ancora nella mano… Buena Carrera a todos.
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