In occasione del Milano Outdoor Games, abbiamo incontrato Chris Sharma, climber fra i migliori al mondo nelle specialità lead e boulder.
Il MOG – Milano Outdoor Games – andato in scena nel secondo week-end di settembre nel parco dell’Idroscalo di Milano, ha rappresentato una delle novità più originali del calendario degli eventi sportivi milanesi. Nella tre giorni in programma infatti, era possibile cimentarsi in tutta una serie di attività outdoor come l’arrampicata, la slackline, la moutainbike, il nordic walking, la canoa, il wake board: queste solo per dirne alcune!
A dimostrare la concretezza e le ambizioni di un’organizzazione condotta da City Outdoor Games e RCS Sport, il MOG ha ospitato anche l’unica tappa internazionale del Psicobloc Master Series, ovvero una particolare modalità di arrampicata che non prevede protezioni, poiché praticata su pareti artificiali strapiombanti sull’acqua. L’emozionante competizione in questione è stata condotta in parallelo e ad eliminazione diretta su un 7c+ di 15 metri ed ha visto primeggiare Jan Hojer e Juliane Wurm.

Fra i partecipanti del contest v’era anche Chris Sharma, climber americano che vanta nel suo curriculum 2 9b+, classificazione che indica le vie in assoluto più difficili al mondo (solo lui ed Adam Ondra – intervistato nel 2014 al Trento Film Festiva – possono fregiarsi di tanto). V’è stata quindi l’occasione di avvicinarlo, scambiando con lui alcune battute in merito a questo affascinante mondo verticale.
Chris Sharma, classe 1981: sbaglio o gli altri top climber del momento sono molto più giovani di te?
Sono giovane anch’io… Ma non come loro! Non dimentichiamoci però che anche Ben Moon ha appena chiuso un 9a a 49 anni con la 4° risalita di Rainshadow in Inghilterra. E questo è interessante, perché dimostra che puoi fare cose eccellenti per anni ed anni. Fantastico, no?
Ma da dove nasce una simile “eccellenza”?
Ciò che fa la differenza è la motivazione: continuerai ad arrampicare, finché riuscirai a trovare i tuoi giusti stimoli ed avere quella forza necessaria per provare e riprovare.
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Appurato che l’età non è un discriminante, secondo te – visto che nasci in California e vivi da tempo in Catalunya – vi può essere una differenza legata ad una certa “scuola europea” rispetto ad una “scuola americana”?
Non saprei dirti… La differenza per me sostanziale è fra chi pratica l’arrampicata su roccia e chi fa competizioni d’arrampicata. Più che altro le differenze di stile dipendono dalla personale attitudine di ciascuno come dalla propria conformazione fisica.
Fra l’arrampicata su roccia e le competizioni cosa preferisci?
E’ divertente partecipare alle competizioni ma la cosa più importante è ritrovarsi insieme agli altri climber e passare del tempo con loro. Competizioni come questa del Psicobloc Master Series, dell’essere uno contro uno, non sono altro che occasioni per rendere più spettacolare questa disciplina, condividendo questo divertimento anche con il pubblico.
In effetti per il pubblico queste sfide verticali sono davvero emozionanti…
Sì, se le paragoni a competizioni tradizionali che possono essere considerate un po’ più lente e quindi noiose, dove non è chiaro chi stia vincendo… Qui invece per il pubblico che osserva è tutto estremamente chiaro e d’impatto, tuffi compresi. Per me è importante lavorare su questo format. Non voglio dedicare le mie energie solamente ad arrampicate o alle competizioni. Ritengo sia importante anche organizzare simili eventi ricomprendo un ruolo che potre definire di “ambassador” della disciplina. E’ importante evolversi, affrontare nuove sfide, trovare motivazioni su nuove vie… Ma anche quest’altro aspetto organizzativo, offre tanti stimoli.
Nel tuo futuro ci sarà anche dell’alpinismo?
Mi piacerebbe fare vie più lunghe, approcciarmi alla neve, al ghiaccio alle montagne… Non bisogna mai dire mai, ma in fin dei conti nelle mie vene scorre il sangue di Santa Cruz, della California.
Oggi solo tu ed Adam Ondra, avete raggiunto il 9b+… L’uomo domani riuscirà a raggiungere il 9c?
Sicuro. E’ certo. Aver chiuso la Dura Dura, ci permette di credere che il livello si alzerà ulteriormente… Di certo è fondamentale prendersi di quando in quando anche una pausa da progetti così seri che ti obbligano ad una grande concentrazione. Ci deve essere tempo anche di viaggiare per il mondo, nella più completa semplicità. E’ importante alternare questi momenti, trovare un equilibrio, lasciando anche lo spazio affinchè le cose accadano.
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