Svegliarsi prima dell’alba per andare a correre? Perché? E’ con questa domanda in testa che ho affrontato la 5.30 Run di Milano. Molti pensano che i “runner” siano un po’ matti. O quantomeno non del tutto a posto.
Diciamo la verità… chi osserva dall’esterno vede con sospetto, spesso con compassione e a volte con fastidio, la passione, l’assiduità e la dedizione per l’attività fisica di coloro che scendono in strada in scarpette e magliettina. Figuriamoci cosa si può pensare quando qualche migliaio di questi mattacchioni si raduna in centro città prima che sorga il sole per una sgambata in compagnia.
Quando la stagione delle gare competitive entra nella fase di stanca estiva, si moltiplicano gli appuntamenti di questo tipo che puntano ad essere unici o quantomeno particolari. Sono occasioni di sfogo per chi non riesce a rinunciare a “fare” qualcosa ogni settimana, ma molto più spesso sono l’occasione per avvicinare i neofiti o per far capire a quelli che “corrono poco” che non sono soli. Spesso sono iniziative benefiche, oppure sono operazioni di marketing architettate da marche più o meno note.

Questa corsa – nel pensiero di Sergio Bezzanti che l’ha inventata – ha uno scopo più filosofico: promuovere uno stile di vita. E’ un appuntamento che è stato organizzato per la prima volta nel 2009 a Modena e che negli è diventato un tour internazionale che tocca l’Italia (oltre a Milano si svolge a Torino, Modena, Bologna, Ferrara, Venezia, Riva del Garda, Roma e Mantova), la Gran Bretagna (Nottingham, Derby e l’oramai famosissima Leicester) e gli Stati Uniti (San Diego e Jacksonville).
L’iniziativa è supportata da un blog e da attività di formazione su benessere e qualità della vita. Probabilmente perdere le normali ore di sonno non è un consiglio che vi daranno molti allenatori. Oggettivamente non è strettamente necessario iniziare proprio alle 5 e mezza del mattino! A maggior ragione è normale pensarlo se si è abituati ad allenarsi la sera, ma farlo almeno una volta è coinvolgente e stimolante. Occupare strade che siamo abituati a vedere super congestionate quando invece non c’è anima viva, partire con il buio e arrivare alle prime luci dell’alba, intrupparsi con la stessa maglietta a fare massa critica nella città deserta sono tutte cose che danno piacevoli sensazioni.

In questo senso la 5.30 Run colpisce nel segno anche in soli 5 km. Il successo dell’iniziativa è palese vista la moltitudine concentrata in via Palestro che contrasta con la calma piatta di tutte le altre vie circostanti. Da notare anche la presenza di alcuni “famosi” come Linus, Nicola Savino, Massimo Ambrosini e Livio Proli. Della serie: anche i VIPs sanno svegliarsi presto (ma saranno mai andati a dormire?).
Il ritmo e lo spirito sono proprio quelli della tapasciata urbana anche se qualcuno ha anche voglia di andare forte, di competere, di arrivare primo. E va bene così. Si passa da piazza del Duomo e dalla Galleria per poi tornare verso i Giardini di Porta Venezia. Come ogni appuntamento podistico che si rispetti, non manca un ricco ristoro finale con la particolarità orma tradizionale della distribuzione delle ciliegie.

Intorno ai lauti banchetti incontro vecchi amici, socializzo qua e là e all’improvviso realizzo che sono le 6 del mattino, c’è ancora tutta la giornata davanti e la mia uscita giornaliera è già stata fatta. Un po’ di sconcerto è inevitabile. Ora che faccio? Faccio altri chilometri? Mi alleno di nuovo stasera? Lo spaesamento momentaneo lascia spazio all’idea che correre è bello a qualsiasi ora del giorno e della notte, checchè ne dicano gli altri.
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