Sta per tornare uno degli appuntamenti più attesi della stagione invernale. Giovedì 8 febbraio parte la quinta edizione della traversata alpina tra Val Camonica e Val di Sole.
Il record di iscrizioni è il miglior regalo che potevano ricevere gli organizzatori della Grande Corsa bianca in occasione del quinto compleanno della loro gara. E non è finita visto che manca ancora quasi un mese alla partenza, prevista per l’8 febbraio e che per le iscrizioni gli organizzatori hanno stabilito il termine (morbido) del 21 gennaio. Una soddisfazione, ma anche una conferma che la formula funziona pur in tutta la sua atipicità: si può disputare infatti a piedi, con gli sci, in bici o trainati dai cani.
Nata dalla voglia di far rivivere in Italia l’esperienza maturata in analoghe gare corse in Alaska, La Grande Corsa Bianca è una gara sui generis. Si corre infatti in pieno inverno ad alta quota tra l’Alta Val Camonica, il Passo del Tonale e la Val di Sole su un percorso di 170 chilometri (ma c’è anche la versione short da 80 km). Neve e ghiaccio sono dunque inseparabili quanto inevitabili compagni di strada, in quantità e proporzioni diverse a seconda del meteo, ma pur sempre presenti.
L’equipaggiamento
Condizioni difficili, dunque, che richiedono un surplus di materiale obbligatorio, tra cui sacco a pelo termico e artva che porta il peso dello zaino fino a 10/12 kg. Altra insidie sono il freddo, che divora letteralmente le batterie di frontali e telefonini, e la solitudine. Per quanto in aumento, il numero di concorrenti è piuttosto esiguo ed è quindi normale correre ore e ore senza vedere altri esseri umani. Tutti i partecipanti sono comunque costantemente tenuti d’occhio dagli organizzatori che possono “vederli” in tempo reale grazie al sistema di controllo e monitoraggio gps tracking garantito da SeTe , azienda ormai ben conosciuta dagli ultratrailer.
Una corsa estrema? La 170 km probabilmente sì, la 80 km sicuramente no. Ma fare raffronti con le solite corse off road è fuorviante. Il meteo gioca una parte rilevante, ma è imprevedibile quindi inutile fasciarsi la testa in anticipo. In assoluto a rendere meno cattiva la Grande Corsa Bianca è un dislivello relativamente contenuto di “soli” 6.000 metri per la 170 km e 2.500 metri per la 80 km. Inoltre il tracciato si snoda in gran parte (non sempre eh) su strade bianche, quindi con pendenze regolari e non troppo ripide. Una scelta permessa dalla presenza in zona di una gran quantità di strade forestali e militari della Grande Guerra e che facilita il compito soprattutto dei concorrenti che scelgono di partecipare alla prova in sella a una fat-bike.
I punti ristoro
I ristori sono pochi, distano anche oltre 20 km l’uno dall’altro, ma indimenticabili. In diversi casi infatti sono allestiti in baite private e in “padroni di casa” accolgono i concorrenti con un calore e una cura che non ha uguali. Malga Mola, Malga Guspessa, Malga Salina – per citarne alcune – non sono solo punti di rifornimento ma paiono piuttosto case di amici. Da dove è difficile ripartire.
Bello, infine, il clima di solidarietà che si instaura tra i concorrenti durante la corsa. Poi, a giochi fatti, ci si ritrova tutti nel Palazzetto dello Sport di Ponte di Legno, cuore logistico della manifestazione, dove è possibile anche dormire e, soprattutto, fare festa. Tutti insieme.
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