Scende la notte su Madesimo e sul primo giorno del suo Freeride Festival: giornata per formalizzare le pre-iscrizioni e per scaldare le gambe, così come per saggiare la neve. Come si vede dalle fotografie allegate, sono stati molti gli skier che sotto un cielo assolato, a sprazzi nuvoloso, hanno potuto saggiare ed apprezzare i corsi e i workshop, contenuti costanti anche dei prossimi due giorni.
Il freeride é sempre divertimento, ancor più quando si ha il coraggio di affrontarlo in una nuova dimensione: ieri (venerdì) é stato lo splitboard a conquistare buona parte dei partecipanti al festival e siamo certi che sulla scia di quest’innovazione che punta a vivere la neve in una nuova maniera, il corso di avvicinamento allo speedriding di sabato e domenica, otterrà il tutto esaurito.
Nel pomeriggio inoltre si sono incominciati ad intravedere i volti di alcuni, dei numerosi “pro” invitati per il Salice Canalone Challenge: Aaron Durogati, Julian Giacomelli, Sebastian Meiers, Mickael Garcin solo per fare alcuni nomi.
La giornata si é poi incamminata verso la parte più conviviale e informale del festival: all’Official Opening é seguita, presso la sala convegni “Carducci”, la prima delle due movie night. In sala Carlo Alberto Cimenti, nell’ambiente conosciuto come “Cala”, che ha raccontato e mostrato immagini del suo ultimo viaggio-spedizione volto a conquistare lo Snow Leopard, un’onoreficenza alpinistica conferita a chi è stato in grado di salire i cinque 7.000 metri che si trovano sul territorio dell’ex URSS.
La particolarità del suo tentativo rimane legata all’utilizzo degli sci, sia in salita che in discesa, in tutti i tratti in cui il tradizionale stile alpino poteva essere sostituito da “pellate” e freeride. I suoi sforzi, sono stati coronati dal successo purtroppo solo per tre delle cinque vette: Lenin Peak 7,134 m, Khan Tengri 7,010 m, Peak Korzhenevskaya 7,105 m; le ascese alle altre due cime mancanti per la magnifica cinquina – Peak Pobeda 7,439 m e Communism Peak 7,495 m – sono fallite infatti solo per finestre di bel tempo troppo brevi.
Il mediometraggio proiettato dinanzi ad un folto pubblico, tratteggiava quindi questa sua esperienza di quattro mesi volta ad ottenere il prestigioso Snow Leopard e palesando parimenti una preparazione atletica straordinaria: sono pochissimi coloro che possono affrontare ottimamente più ascensioni oltre i 7.000 in un lasso di tempo così ridotto e con una modalità così particolare.
L’impresa di “Cala” é diventata, vuoi anche per la spontaneità del suo protagonista, l’occasione per un momento molto conviviale durante il quale confrontarsi e parlare di montagna, bevendo anche un bicchiere di birra offerta dall’organizzazione. Birra che lo stesso alpinista di Pragelato, avrebbe bevuto volentieri in uno dei campi base incontrati scendendo in freeride il Picco Lenin, nei quali invece gli veniva offerto solo e semplicemente tè caldo.
Il popolo del freeride radunato a Madesimo se ne é quindi andato a letto, sperando in un bollettino meteo per il weekend più clemente di quanto previsto: si parla infatti di freddo e parecchi centimetri di neve. Comune a tutti é la speranza in un po’ di polvere, ma anche in una visibilità che sia quantomeno accettabile, almeno da permettere il vero spettacolo di questo MFF: il Salice Canalone Challenge!
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