Il sentiero segue le tracce dell’antica via commerciale che collegava gli impianti idraulici del Cavalciotto (Prato) con la Chiusa di Casalecchio (alla periferia di Bologna). È percorribile in 5 o 6 tappe di circa 20 chilometri l’una.
Gli Appennini sono un luogo magico per la loro bellezza. Ma malgrado siano facilmente raggiungibili dalle principali città italiane, rimangono per molti solo un luogo “di passaggio” che si ammira dal finestrino del treno o della macchina, piuttosto che un luogo da esplorare.
Per fortuna negli ultimi anni le amministrazioni locali hanno dato vita a numerose iniziative per rendere queste montagne sempre più interessanti. E un modo originale e di grande richiamo per un turismo eco-sostenibile è stato il ripristino di alcuni sentieri storici come la Via degli Dei (che collega Bologna a Firenze attraverso un’antica strada romana), la Via di San Francesco (che raggiunge Assisi), la Via degli Abati (un viaggio da Pavia a Pontremoli, sulle orme degli Abati di San Colombano), solo per citarne alcuni.
E proprio seguendo questa filosofia di recupero di antichi percorsi per renderli fruibili per i moderni viandanti, è stata di recente ripristinata la Via della Lana e della Seta , che ho avuto il piacere e l’onore di percorrere con due giovani campioni della squadra HOKA ONE ONE di trail running: Elisabetta Lastri e Roberto Gheduzzi. Giovani ma già con un palmares di tutto rispetto, ricco di primi posti e podi in gare di alto livello come il Trail della Bora, Il Tot Dret e il Tuscany Crossing.

La Via della Lana e della Seta è un percorso di circa 130 chilometri che collega Bologna a Prato, inaugurato da poco grazie alla cooperazione tra il CAI e le amministrazioni locali. Il sentiero segue le tracce dell’antica via commerciale che legava gli impianti idraulici del Cavalciotto (Prato) con la Chiusa di Casalecchio (alla periferia di Bologna). È percorribile in 5 o 6 tappe di circa 20 chilometri l’una, e regala un’immersione totale nella natura attraverso parchi, aree protette e borghi storici dove si può assaporare ancora il lento trascorrere del tempo.
Come dicevo, ho avuto la fortuna di percorrerlo in un weekend assieme ad un gruppo ristretto di runners e a due giovani talenti del trail running, iniziando la mia strada da Sasso Marconi (fuori Bologna) dove sono stato accolto alla Fattoria di Montechiaro con una cena degna della rinomata cucina emiliana.

Un’atmosfera autunnale mi ha accolto in questo bellissimo luogo, dove ho avuto incontri ravvicinati con volpi, istrici e altri animaletti. Il sabato mattina sveglia presto e partenza da Grizzana Morandi per percorrere 16 chilometri con 650 metri di dislivello in circa 4 ore fino a Castiglione de Pepoli. L’approccio è stato quello di voler dimostrare che un percorso come questo è davvero ottimale sia per chi si vuole allenare alla corsa in montagna, sia per gli appassionati di trekking. È un percorso che si può godere anche in tutta calma gustando ad esempio un fantastico pranzo in trattorie come “La taverna del Cacciatore” di Castiglion de Pepoli, dove tra primi piatti e dolci era difficile fare una graduatoria.

Nel pomeriggio (con la pancia piena!) dopo un transfer in macchina fino alla Badia di Montepiano, abbiamo intrapreso la seconda tappa della giornata, che in 8 chilometri e 250 metri di dislivello, ci ha portato a San Quirico di Vernio, storico comune nella provincia di Prato, attraversato da numerosi corsi d’acqua. Qui abbiamo soggiornato nell’agriturismo “I Corboli”, dotato anche di piscina per i più coraggiosi… il freddo era notevole, ma io mi sono tuffato per primo! La cena è stata un susseguirsi di piatti d’eccezione, annaffiati da pregiate birre locali.

Il giorno dopo il cammino è proseguito, ma prima della partenza abbiamo avuto modo di ammirare il Molino Bardazzi a Vaiano grazie a una visita guidata proprio dal proprietario, nipote della persona che lo acquistò nel 1919. Dalla stessa Vaiano, in 13 chilometri e 850 metri di dislivello, con un tempo poco superiore alle 3 ore, abbiamo raggiunto Prato. La visita finale al Cavalciotto sul Bisenzio ha poi coronato un weekend memorabile.
Il percorso “La via della lana e della Seta” è veramente segnalato benissimo grazie a segnavia rossi e bianchi, ed è praticamente impossibile perdersi.
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