L’Anello delle Ville Venete è un percorso circolare di 42 km con partenza e arrivo poco fuori Montebelluna.
Il Veneto è una terra da scoprire lentamente, a passo d’uomo o – meglio ancora – a pedali. Tra i percorsi più suggestivi per chi ama il cicloturismo c’è l’Anello delle Ville Venete, un itinerario circolare che parte e termina presso Villa Pisani di Biadene a Montebelluna (Treviso), e che tocca una decina di dimore storiche immerse nel paesaggio del Montello e della pianura trevigiana.
Si tratta di un percorso di circa 42 km, adatto anche ai ciclisti di medio livello, quasi interamente su pista ciclabile o su strade a bassa percorrenza. Il dislivello è contenuto (circa 250 metri complessivi), con brevi salite che si trovano soprattutto lungo le cosiddette “prese” del Montello.
Di che cosa si tratta? Le prese del Montello sono 21 strade numerate che attraversano il colle del Montello da sud a nord, collegando lo “Stradon del Bosco” alla “Dorsale”. Nate per l’esbosco, sono strade – sia asfaltate che sterrate – lunghe complessivamente circa 160 km.
Il fondo dell’Anello è misto: asfalto ben tenuto, qualche tratto di sterrato compatto e molte zone in ombra, perfette per pedalare quando il sole comincia a essere caldo.
Partenza da Villa Pisani
Il viaggio comincia dal parcheggio di Villa Pisani, elegante dimora settecentesca voluta dalla famiglia Pisani di Venezia, che costruì varie residenze nel territorio veneto (tra cui la più celebre Villa Pisani di Stra). Questa di Montebelluna, meno nota ma altrettanto raffinata, è un ottimo punto di partenza per l’Anello.
Da qui si imbocca lo Stradone del Bosco, una larga via che si inoltra verso le prime pendici del Montello, e che in primavera è pervasa dal profumo dei tigli e dal silenzio della campagna.
Superato il centro di Nervesa della Battaglia, luogo simbolo della Prima Guerra Mondiale per la famosa Battaglia del Solstizio , si entra nel fitto del Montello, una collina calcarea percorsa da una fitta rete di stradine numerate: le “prese”, appunto. Queste vennero create nel Quattrocento dalla Repubblica di Venezia per gestire la produzione e il controllo del legname, indispensabile per l’arsenale navale.
Le “prese” offrono un percorso ombreggiato e tranquillo. La vegetazione alterna boschi di roverella, vigneti e piccoli borghi, con scorci panoramici sulla pianura sottostante.

Mulino Stecca e Villa Guillion Mangilli
Pedalando verso sud si incontra il Mulino Stecca, struttura la cui esistenza è documentata fin dal Cinquecento e restaurata di recente. Qui è possibile osservare l’antico impianto idraulico ancora funzionante, testimonianza preziosa dell’attività molitoria che per secoli animò il Montello.
Proseguendo si giunge a Villa Guillion Mangilli, edificata nel XVIII secolo su preesistenze più antiche. L’elegante dimora divenne nel corso dell’Ottocento sede di incontri tra intellettuali veneti e punto di riferimento per la borghesia locale. Le sue pertinenze, con un vasto parco e scorci sulla pianura, meritano sicuramente una sosta.
Da Villa Sandi al Maglio dell’Inferno
Superata Villa Guillion Mangilli, si segue la ciclabile che conduce fino a Villa Sandi, a Crocetta del Montello. La dimora, progettata nel Seicento da un architetto vicino all’ambiente di Palladio, è oggi sede di una rinomata azienda vitivinicola produttrice di Prosecco DOCG Valdobbiadene. Le visite guidate e le degustazioni offrono l’occasione di scoprire come la tradizione vinicola si sposi con l’arte architettonica.
Riprendendo la via lungo il canale Brentella, si costeggia il corso d’acqua fino all’attraversamento della strada Feltrina (SR348), per poi arrivare al Maglio dell’Inferno. Costruito nel 1456, il maglio è uno dei rarissimi esempi funzionanti di officina preindustriale: il pesante martello in ferro veniva azionato dalla forza dell’acqua, utilizzata per forgiare utensili agricoli e lame. Oggi è sede di un museo e tappa imperdibile per chi ama la storia del lavoro e dell’ingegneria.

Ville e piazze di Montebelluna
Il percorso continua poi verso Caerano, dove sorge Villa Benzi Zecchini (foto di apertura), costruita nel Settecento con linee sobrie e armoniche, immersa in un parco molto curato. Più avanti si incontra Villa Legrenzi, testimonianza di una nobiltà minore che, pur lontana da Venezia, volle mantenere il gusto per la villeggiatura di campagna.
Arrivati in centro a Montebelluna, ci si trova nelle piazze del millenario mercato: un luogo animato da caffè, ristoranti e botteghe, ideale per un pranzo leggero o una sosta golosa con prodotti locali.
Abbandonando infine Montebelluna in direzione Caonada, si ritrova la pista ciclabile che riporta verso lo Stradone del Bosco, completando così l’Anello. Dopo una giornata di pedalate e scoperte, si torna al parcheggio di Villa Pisani, portando con sé immagini, profumi e storie di un Veneto che sa coniugare memoria, bellezza e lentezza.

Scheda tecnica
- Lunghezza totale: 42 km
- Dislivello: 200–250 m
- Difficoltà: facile-moderata
- Durata media: 3–4 ore (soste escluse)
- Tipo di fondo: 80% asfalto, 20% sterrato compatto
- Periodo consigliato: da aprile a ottobre
- Punti di interesse principali: Villa Pisani, Prese del Montello, Mulino Stecca, Villa Guillion Mangilli, Villa Sandi, Maglio dell’Inferno, Villa Benzi, Villa Legrenzi, centro storico di Montebelluna
© riproduzione riservata

