Diciamo la verità, provare la Sense Ride 2 sapendo che questa scarpa altro non è che l’evoluzione del modello “tailor made”, ovvero fatto su misura, per Sua Altitudine Kilian Jornet, mi ha intrigato non poco. Immaginavo già la mia giornata perfetta sui sentieri di montagna: io che sfrecciavo veloce tra le nuvole, ma con i piedi ben saldi sul terreno. La giornata perfetta, con partenza a mille e ritmo forsennato fino al traguardo.
E in effetti la prima sensazione che si ha indossando le Sense Ride 2 è proprio la leggerezza, e questo porta subito a “spingere sull’acceleratore” delle gambe. Per fortuna questa primavera è caratterizzata da un tempo molto variabile: con giornate di sole seguite a giornate da tempesta di neve. Insomma la situazione ideale per sottoporre a stress-test queste scarpe in percorsi di montagna.

Come dicevo, la prima sensazione è quella di avere addosso una scarpa minimalista: leggerissima e avvolgente. Il modello Sense Ride 2 è infatti stato ulteriormente alleggerito (270 gr) rispetto alla versione precedente. Immagino l’effetto che può fare sui sentieri statunitensi, larghi e veloci, come quelli della Western States, la gara che Kilian Jornet voleva vincere e sulle cui caratteristiche la scarpa è stata confezionata. Punto di partenza strabiliante, non c’è dubbio. Visti poi i risultati ottenuti, come avviene nel passaggio dalle macchine di Formula1 a quelle che troviamo dal concessionario, la scarpa è stata resa fruibile a noi comuni mortali.
Per quanto riguarda il grip dobbiamo dire che è composto da una serie di piccoli tacchetti a forma di diamante poco marcati che però diventano estremamente efficaci nel prevenire le scivolate, rendendo così la scarpa molto stabile, ma allo stesso tempo la flessibilità data dalla conformazione del grip nell’avampiede e nella parte posteriore rende la scarpa estremamente fluida. Tanto che ricorda molto più una calzatura da strada veloce. Questo aspetto può essere sicuramente un vantaggio per i trailer molto veloci.
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La Sense Ride 2 è una scarpa che si adatta a ogni tipo di terreno, ma con una piccola eccezione per quanto riguarda i terreni tecnici di roccia, dove in effetti – lo dico subito – bisogna saperla governare bene! Caratteristica molto positiva è anche la traspirabilità della tomaia grazie al mesh molto leggero che la riveste, ma che al tempo stesso risulta rafforzata nei punti strategici del piede, consentendo alla scarpa di essere così molto resistente e destinata a durare nel tempo. Da sottolineare inoltre che la linguetta della scarpa ha una fascia protettiva che avvolge tutto il piede fino alla soletta, conferendo così un ottimo comfort nella calzabilità. Anche nel caso delle Sense Ride 2 troviamo la classica (veloce e sicura) allacciatura Salomon Quicklace.
La Sense Ride2 in conclusione oltre ad essere destinata ad atleti leggeri e veloci, con ottima dimestichezza nel destreggiarsi su sentieri tecnici, secondo me è anche una scarpa adatta a chi vuole iniziare a passare dalla strada al trail. Ideale in gare sotto i 45 km e per gli allenamenti.
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