L'idea di correre a piedi scalzi, sull'erba o sulla sabbia, è una "sensazione" che, sono sicuro, piace a tutti. E tutti quelli che hanno provato le Vibram FiveFingers mi hanno sempre riferito che la sensazione è molto simile. La verità è che sono sempre stato molto attratto da questa calzatura. Ma ho anche sempre avuto qualche perplessità nel decidermi a infilare il mio piede all'interno della "scarpa con le dita". Il primo forte dubbio che mi ha sempre fatto dire, queste non sono "scarpe" per te, era associato al fatto che io non sono quello che si definisce un peso piuma. Ma l'occasione di correre la Warrior Dash calzando le Vibram FiveFingers, ha fatto si che gettassi alle ortiche i cattivi pensieri e mi fidassi dei consigli dei ragazzi del Team Vibram. Ovviamente del reparto FiveFingers.
Prima tappa nello showroom milanese di via Raffaello Sanzio. Si parte con la misurazione del piede e poi, per me che ero digiuno di barefooting, o di minimalist sport shoes, inizia una conoscenza con il prodotto che parte dal perché fa bene, alla differenziazione delle suole e delle tomaie, fino alla prova pratica. Cammino sopra quattro grossi quadratoni riempiti con diversi materiali (si va dall'erba, alla ghiaia, dai tronchetti di legno al terreno sconnesso) per prendere confidenza con questa "strana" calzatura. Inizio con il provare i modelli "base", fino ad arrivare, poi, al modello che userò in gara. Tra i primi e gli ultimi, la differenza è netta. E non sto parlando di qualità quando parlo di modello base, ma parlo di suola. Con i primi, sembra di avere ai piedi delle calze. Si "sente" tutto quello che ci troviamo a calpestare. Il vantaggio è che lo facciamo in modo protetto. La suola è "sensibile", ma è pur sempre una suola. Prova dopo prova arrivo alla Spyridon, cioè il modello che userò poi in gara. Noto subito la differenza solo rigirando la FiveFingers tra le mani. La suola è nettamente più "protetta" ed è costruita altrenando l'inclinazione dei tacchettini che dovranno fare presa sul terreno. È una suola studiata per l'outdoor, per i sentieri sterrati. Sarà la compagna perfetta per l'erba e il fango che troverò all'Idroscalo durante la Warrior Dash.
Appena arrivato a casa, la prima cosa che faccio è togliere le mie scarpe e indossare la Spyridon. Le prime volte si deve fare attenzione a infilare ogni dito nel suo apposito spazio, ma andando avanti, diventa più facile e intuitivo. Questo modello ha la chiusura a strappo. Niente stringhe e passanti, solo una tomaia traspirante e elastica, tenuta più salda al piede da una chiusura hook-and-loop (gancio a strappo).
Il consiglio principale dei ragazzi Vibram è stato: indossale e usale in modo graduale. Prima le usi tipo ciabatte da casa, poi vai a buttare il pattume facendo le scale. Poi qualche giorno dopo, magari vai a piedi a comperare il giornale e successivamente provi a farci una corsetta. Detto fatto! La sensazione, calzandole, è di avere una seconda pelle, irrobustita nella parte sotto, che ti protegge dalle insidie del terreno. Dopo pochi passi mi sono accorto di poggiare i piedi in modo diverso rispetto a quando calzo una scarpa normale. Una sensazione molto particolare è stata salire, ma soprattutto scendere le scale. Il piede durante la discesa, tende ad aggrapparsi allo scalino. Viene naturale cercare di prendere con le dita il bordo del gradino. Strana come reazione, ma l'impulso arrivava direttamente dal cervello… quasi incontrollabile.
Anche durante la corsa le sensazioni sono assolutamente diverse dal normale. La rullata classica che si fa con una scarpa dotata di suola con il differenziale (la differenza di altezza tra punta e tacco), con le Vibram FiveFinger è proprio diversa. Mi sono accorto di essere più leggero negli atterraggi e questo mi porta a forzare meno i muscoli. Durante i tratti in salita, poi, l'appoggio è tutto bene in spinta sull'avampiede. Altro tasto che mi lasciava perplesso era la tenuta laterale del piede. Il pensiero era: cosa mi protegge la caviglia dalle storte? Beh, ripensandoci era abbastanza una stupidaggine. Essendo a livello suolo, la caviglia è ben stabile e anche correndo la mia gara tra fango, salti, ostacoli naturali e artificiali, ho avuto solo sensazioni positive.
Il mio consiglio è di provarle. Almeno un paio, prima o poi vanno calzate. Le sensazioni che si provano alla fine di tutto sono di benessere ed è quello che conta di più. Ovviamente anche le Vibram FiveFingers vanno usate con la testa… non solo con i piedi.
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