Adrenalina pura e panorami mozzafiato: tra la Val di Fiemme e Obereggen ecco le discese assolutamente da provare. Almeno una volta.
Siamo ancora a ottobre, anche se per la verità assomiglia più a un settembre piuttosto mite. Ma per gli amanti della neve non è mai troppo presto per iniziare a sognare: bianchi pendii innevati, bombardini con panna e, ovviamente, chilometri di adrenaliniche discese. E allora ecco una selezione delle più belle piste da sci delle Dolomiti: tra ripidi muri, boschi di abeti e rifugi gourmet ce n’è davvero per tutti i gusti.
Torre di Pisa – Predazzo
Nello Ski Center Latemar, sul versante di Predazzo, riscuote grande successo la Torre di Pisa, una pista nera che prende il nome dall’omonima guglia dolomitica del Latemar. La discesa si snoda a monte della seggiovia Gardoné-Passo Feudo per un chilometro e mezzo con un dislivello di 459 metri (pendenza max: 59%; pendenza min: 10%; larghezza max: 60 mt; larghezza min: 20 mt.).
Sul versante di Predazzo è molto nota anche la pista Cinque Nazioni che ha preso il nome del famoso trofeo che vedeva in gara Gross e Thoeni.
Agnello – Pampeago
A Pampeago, nel cuore dello Ski Center Latemar, la regina delle piste è l’Agnello. Una rossa lunga 2600 metri, con un dislivello di 420 metri, che permette di confrontarsi con il mitico Muro: 350 metri di pendenza da capogiro. L’Agnello ospita puntualmente importanti manifestazioni agonistiche. Tutta la pista, e la sua variante, è stata “presa di mira” da alcuni artisti, invitati dalla Manifestazione d’arte RespirArt a lasciare ogni anno nuovi capolavori a bordo pista o visibili dalla seggiovia Agnello. Sono 13 le installazioni che invitano a uno ski-safari fotografico unico al mondo, l’Agnello è infatti l’unica pista che attraversa un parco d’arte.
Da quest’inverno poi, dall’Agnello si potrà imboccare una nuova pista tracciata per rendere più agevole il ritorno ai parcheggi di Pampeago a fine giornata. La nuova Pista di rientro, della lunghezza di 350 m, servita totalmente da innevamento programmato, parte alla fine del famoso Canalone Agnello e scende verso i parcheggi, con un’uscita in corrispondenza di ogni piazzale di sosta.
Pala Santa – Latemar
Altro must dello Ski Center Latemar è la pista nera Pala di Santa. Con una seggiovia quadriposto si sale fino a 2500 m, dove un pianoro affacciato sul Latemar offre una vista mozzafiato. I primi secondi di discesa sono molto tranquilli ma, pochi metri più in là, si capisce subito perché questa è la nera più nera della ski-area e ci si vede costretti a tuffarsi in un baratro con il 58% di pendenza. Qualche curva più sotto, c’è un bivio: che si scelga la sinistra o la destra (che arriva più vicina all’impianto di risalita), il divertimento continua. Al termine del pendio si incrocia la pista che scende da Obereggen e riporta verso Fiemme.
Oberholz – Obereggen
Oberholz, la pista per sciatori completi. Sembrerà un’ovvietà, ma per scendere su questa storica discesa di Obereggen, nel carosello dello Ski Center Latemar, è necessario possedere tecnica, forza fisica e agilità. Questa pista infatti regala emozioni mozzafiato ma anche impensabili “tranelli”. Il panoramico muro iniziale, appena scesi dall’omonima seggiovia, all’ombra di quel gioiello d’architettura che è il rifugio Oberholz, è quello che ha reso celebre lo slalom di Coppa Europa. 32 edizioni, l’ultima nel 2015, di duelli epici tra fuoriclasse: da Alberto Tomba a Giuliano Razzoli, medaglia d’oro olimpica.
Subito dopo il primo muro si apre un tris di opportunità: scendendo a sinistra un muretto fino alla baita Laner; a destra un muro naturale (prosecuzione di quello iniziale); ancora prima, la cosiddetta variante bosco. Giunti alla Laner si può tirare il fiato e scendere nel secondo tratto della Oberholz, imboccando il dolce canalone in direzione Pampeago. Chi, invece, scende verso Obereggen, si gode un lungo e riposante falsopiano prima di giungere a un nuovo bivio. Mentre a sinistra si apre la pista Ochsenweide, proseguendo si continua la discesa in un tourbillon di emozioni. Qui è necessario non perdere la velocità acquisita nella prima parte della Oberholz, pena il rischio di rallentare troppo e dover “sracchettare” per qualche centinaio di metri. In piena velocità invece, con un occhio obbligato a chi sta arrivando dalla pista baby, si giunge all’arrivo.
Olimpia – Cermis
La pista cult dell’Alpe Cermis, anzi dell’intero arco alpino, è l’Olimpia. La discesa più lunga delle Dolomiti, offre 7,5 km di ebbrezza, dai 2.250 metri del Paion del Cermis agli 850m della stazione di fondovalle della Cabinovia Alpe Cermis. La pista Olimpia, con il suo dislivello di 1400 metri, è suddivisa in tre parti: Olimpia 1, Olimpia 2 e Olimpia 3.
Grazie all’ottima esposizione a nord e ai cannoni da innevamento, questa pista è sempre in ottime condizioni fino a stagione inoltrata. Dalla cima, il Paion del Cermis, si può godere di uno dei panorami più belli delle Alpi: con un colpo d’occhio la vista spazia dalle Dolomiti del Brenta, alle Dolomiti orientali, fino alle Alpi Austriache. La vetta si raggiunge con due tratti di cabinovia e una seggiovia.
L’Olimpia 1 è una nera, non a caso comincia subito con un bel muro, seguito poi da un tratto pianeggiante per riprendere il respiro. Successivamente la pista giunge al Campiol del Pel, a quota 1915 m.
Da qui inizia il tratto più impegnativo, l’Olimpia 2: Sono 3 km di curve mozzafiato e muri che si snodano nel fitto bosco di abeti per arrivare fino a Doss dei Laresi a quota 1280 metri s.l.m. Da qui parte l’Olimpia 3, una pista di media difficoltà famosa per trasformarsi in una impressionante salita dello sci di fondo durante il Tour de Ski.
L’Olimpia 3 è illuminata per lo sci notturno ogni mercoledì e venerdì, dalle 19.30 alle 22.30.
Lastè – Bellamonte
La pista rossa Lastè, nella skiarea Bellamonte-Alpe Lusia, ci porta a quota 2.340 m. Qui, verso l’ora del tramonto, si può ammirare lo straordinario spettacolo cromatico dell’enrosadira sulle Pale di San Martino ed il panorama sulla Catena del Lagoari, il Latemar e il Catinaccio. Questa pista, davvero molto panoramica, si raggiunge con i due tratti della nuova e silenziosa Cabinovia Bellamonte 3.0 e con la seggiovia Campo-Lastè. È un tracciato vario, molto soleggiato e divertente, con una pendenza media del 17%. Inizialmente presenta una bassa pendenza, con qualche divertente gobbone, poi inizia un bellissimo e lungo muro, ampio e soleggiato. La pista Lastè, lunga 2,8 km con un dislivello di 485 metri, porta al Rifugio Lusia dove, oltre a pranzare, si può pernottare per svegliarsi di fronte a un incanto dolomitico. Poco più sotto si incontra anche la scenografica Baita Ciamp de le Strie, con i suoi ambienti fiabeschi dedicati alla leggenda di re Laurino.
Paradiso – Passo Rolle
Nella skiarea del Passo Rolle tra le piste da sci “cult” c’è senza dubbio la nera Paradiso che accarezza il Cimon della Pala offrendo una vista spettacolare, in particolare al tramonto.
La pista Paradiso è lunga circa 1500 metri, parte da una quota di 2.195m e arriva a 1.877m. Grazie alla buona quota e alla favorevole esposizione, la Paradiso rimane compatta anche a fine stagione. La pista parte con un ripido muro che curva leggermente a sinistra, dove si trova un secondo tratto lungo e pendente. Quindi, la pista spiana per qualche metro fino a presentare un ultimo bellissimo muro che scende a picco sulle seggiovie Paradiso e Ferrari.
© riproduzione riservata

