Non sapevo se avevo bisogno del vento ma mi sono reso conto che non serviva. Scendo con la vela scarica di vento ma la velocità mi dà la sensazione del vento in faccia ed è come pedalare contro l’aria in bicicletta. Così la velocità data dalla pendenza aumenta per la portanza della vela che crea un’ulteriore spinta.

Scendere così non è per niente facile: il grosso problema è dato dal fatto che i piedi sono fissi sulla tavola e non sono mobili (o quasi) come nel windsurf. All’interno dell’attacco da snowboard è tutto più complicato. L’attacco della vela è troppo vicino alla gamba anteriore e tocco ogni tanto col ginocchio. Ci vorrebbero tavole più lunghe e attacchi più morbidi.
Disegno curve e linee perfette nella neve e la giornata passa in fretta, tra fiumi di adrenalina e un sacco di risate. La sera nel rifugio in fondo alla valle io (a proposito, mi chiamo Luca!) e il mio fotografo Olaf abbiamo un sorriso stampato in faccia che nessun altro può interpretare. Siamo felici di aver vissuto attimi unici che rimarranno impressi per sempre nella nostra memoria. Magari qualcuno vedrà queste immagini e avrà voglia di sperimentare.

Un ultimo consiglio? “Just search your own style”. Provate e riprovate. Magari tra vent’anni ci saranno i Campionati del Mondo della specialità. Già ma… dobbiamo ancora battezzare questo sport. Snow Windsurf è banale? Vi piace Winter Windsurf? Oppure White Windsurf?
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