Dalle marce nella neve ai trekking estivi. Lo zaino Stratos 36 Osprey è per tutti e per tutte le stagioni. La chicca? Lo schienale ventilato che riduce il fastidio della schiena sudata.

Uno zaino per tutte le stagioni. Non è la solita battuta di circostanza, ma il risultato della doppia prova sul campo che abbiamo dedicato allo Stratos 36 di Osprey, l’azienda californiana che si sta ritagliando importanti spazi anche a casa nostra. E non a caso, vista la varietà e la qualità dei suoi prodotti.
Ma a noi , in fondo, che importa di tutto questo? Quello che ci occorre è uno zaino comodo e versatile. E, particolare che non guasta, dal giusto prezzo. Eccoci allora, era la metà di febbraio, al via della Corsa bianca, una maratona di 80 km sui sentieri innevati del Parco dell’Adamello. Roba da stare in giro più di 15 ore. Lo Stratos 36 mi sorprende per la sua capacità di carico: sacco a pelo -20°, caschetto, pala, sonda, ramponcini, maglia e calze pesanti di ricambio, kit pronto soccorso, borraccia, un paio di lattine di energy drink e qualche vettovaglia perché-non-si-sa mai…

Nello zaino Stratos 36 di Osprey sta tutto, senza appendere nulla all’esterno e riservando così le tasche laterali alle facezie tipo guanti, cellulare, lampada frontale e affini mentre il piumino, utile nelle ore notturne, entra nella tasca superiore. Odio avere roba penzolante, sono soddisfatto. Solo le ciaspole sarebbero rimaste legate all’esterno e in questo caso avrebbero coperto la tasca frontale, ma non servivano. Per fortuna.

Muoversi con un blocco ben compatto sulle spalle aiuta. Così come su una percorrenza lunga diventa importante il peso e con i suoi “soli” 1,49 kg lo zaino Stratos 36 ha pochi uguali tra i modelli con analoghe caratteristiche. Molto apprezzata, per l’occasione, la lunga zip laterale che permette di accedere al vano principale senza aprire il coperchio. Naturalmente occorre tenere presente questa opzione al momento del carico e sistemare dal lato giusto ciò che potrebbe maggiormente servire.
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Le prime giornate calde di primavera mi hanno invece consentito di apprezzare gli spallacci imbottiti che non sfregano sulla pelle e, soprattutto, lo schienale regolabile e ventilato che unisce in un’unica costruzione il pannello posteriore e la cintura con rete traspirante sospesa. Addio schiena bagnata, dunque? Non del tutto, ovvio. Ma la consueta sensazione di disagio che “regala” lo zaino appiccicato alla schiena è ridotta al minimo dal sistema AirSpeed adottato dallo zaino Stratos 36 Osprey.

Per ottimizzare i benefici di questa opzione basta regolare lo schienale, adattandolo al minor ingombro dell’abbigliamento, ma l’operazione è immediata e intuitiva. La possibilità di regolare lo schienale consente inoltre di trovare il miglior assetto corpo-zaino a garanzia di stabilità. Sebbene lo Stratos 36 Osprey non sia uno zaino per corridori, il carico ben fisso sulla schiena aumenta il comfort, specie in discesa. Tra le altre caratteristiche dello Stratos 36, segnaliamo la raincover integrata e rimovibile e il comodo sistema di aggancio dei bastoncini. Costo 160 €.
La linea Stratos di Osprey comprende zaini della capacità da 24 a 50 l. , disponibili in quattro tonalità di colore. Inoltre esiste una versione per lei, la Sirrus, che ricalca le principali peculiarità costruttive degli Stratos declinate sulle esigenze femminili.
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