-55 giorni alla partenza per l’Iditarod, il re degli Ultra Trail tra i ghiacci. Ed è tempo di prendere una delle decisioni più importanti: cosa mettere ai piedi.
La preparazione per l’Iditarod Trail Invitational (ITI 130) è stata adeguatamente lunga da permettermi di provare ben 3 diversi tipi di scarpe.
All’inizio tutte e tre le nuove arrivate mi sembravano in qualche modo svantaggiate vista l’ottima performance delle Altra “zero drop” che mi avevano accompagnato al Circolo Polare Artico per la Rovaniemi 150 . Ma è stato il voler tornare ad un drop più “tradizionale” che mi ha fatto iniziare questa nuova ricerca, o per meglio dire questa nuova esplorazione (per restare in tema) della scarpa ideale.
Ho quindi – in fasi successive e in maniera alternata – provato e studiato 3 diverse scarpe potenzialmente tutte adatte all’inverno dell’Alaska.
Ma partiamo dall’inizio: cosa si cerca in una scarpa che deve percorrere oltre 200km in pieno inverno polare a temperature di -40 gradi?
Io le prime due cose che ho cercato sono state calore e comfort, perché vista la difficoltà del terreno e del percorso si tratta di “stare sulle gambe” fino a 96 ore in mezzo al gelo polare. Va da sé quindi che comodità e protezione dal freddo risultino essere elementi fondamentali. Altre due caratteristiche su cui mi sono concentrato sono grip e versatilità per poter affrontare sia il terreno ghiacciato e scivoloso che la neve alta.
Sono state queste le principali caratteristiche che ho analizzato nel corso dei miei test per scegliere le scarpe che mi accompagneranno durante gli oltre 200km (130 miglia) dell’Iditarod Trail Invitational.
Ecco le 3 scarpe provate e comparate:
LaSportiva, Crossover 2.0 GTX, prezzo sul sito ufficiale: 199,00 euro
Salomon, X-Alp S-Lab Carbon GTX prezzo sul sito ufficiale: 320,00 euro
Adidas Terrex Conrax Climaheat con Boa-System prezzo sul sito ufficiale: 249,95 euro
LaSportiva
Sono le più conosciute dagli Ultra Trail runners e le più viste sui campi gara invernali, complice anche il prezzo meno proibitivo delle Salomon. Queste scarpe presentano un grip di gran lunga migliore, grazie alle eccezionali suole che sono tra l’altro predisposte per il montaggio di chiodi. Sono, tra le 3 elencate, quelle più “da corsa” con una tomaia meno rigida delle Salomon. Hanno però un punto di debolezza per il tipo di gara che è l’Iditarod (gara lunghissima nella neve e nel ghiaccio): il sistema di chiusura “a lacci” sotto la ghetta protettiva con zip. Infatti in Alaska sarò costretto ad indossare perennemente dei guanti /moffole TheNorthFace Summit Series, e questo rende praticamente impossibile sistemare i lacci che alla lunga inevitabilmente si sciolgono.
Salomon
Le ho affrontate nella maniera più drastica che potevo. Il mio crash test è stato toglierle dalla scatola, senza alcun preliminare, indossarle e correre tutta la UTLO di 60 km con una temperatura di +15 gradi (quindi al di fuori di ogni ragionevole utilizzo per le quali sono state create) per un tempo di circa 14 ore. Ne sono rimasto strabiliato. Neanche un graffio o vescica in alcun punto del piede, che comunque risultava ovviamente gonfio per le alte temperature interne raggiunte per un utilizzo non in linea con la ragione d’essere della scarpa. Queste scarpe hanno un miglior sistema di allacciatura “sotto ghetta” delle precedenti, con il solito sistema Salomon che non prevede lacci ma una stringa con clip. La resistenza della tomaia è ottima, così come la protezione del piede contro gli ostacoli notturni. Purtroppo quando si passa ad un terreno ghiacciato, o misto neve, il grip si perde in maniera sorprendente, la presa si fa quasi del tutto assente.
Adidas
L’outsider, la sorpresa, l’amore sorprendente a prima vista, confermato allenamento dopo allenamento, ghiaccio dopo neve, trainando la slitta in piano e in salita, con e senza ciaspole, sono state le Adidas Terrex con il BOA System. La scarpa è confortevole, calda, comoda, certo non “da corsa” ma stabile su neve e ghiaccio, indossabile con le ciaspole, alta alla perfezione per evitare infiltrazioni di neve. Ma voglio evidenziare, dulcis in fundo, i vantaggi del sistema BOA System: ci si trova nel passare dalla corsa su ghiaccio alla camminata sulla neve alta con le ciaspole a dover regolare la pressione della scarpa sul piede, e cosa meglio del sistema BOA System che permette la regolazione con i guantoni sopra citati? Il meccanismo si afferra facilmente per tirarlo e allentare la pressione su piede e caviglie, o per ruotarlo ed aumentarla. Il grip è soddisfacente e la versatilità totale.
Verdetto finale: saranno proprio le Adidas Terrex le scarpe che verranno con me in Alaska!
Pagella
LaSportiva Crossover 2.0 GTX, giudizio complessivo 7
Calore 7
Comfort 6
Comodità 7
Grip 9
Versatilità 6
Salomon X-Alp S-Lab Carbon GTX, giudizio complessivo 8
Calore 8
Comfort 6
Comodità 7
Grip 7
Versatilità 8
Adidas Terrex Conrax Climaheat con Boa-System, giudizio complessivo 9
Calore 9
Comfort 9
Comodità 10
Grip 8
Versatilità 7
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