I “racchettoni” non abitano più qui. O meglio: ci sono ancora, ma hanno cambiato faccia, e soprattutto appeal. Già, perchè adesso il tennis da spiaggia (o, per dirlo all’inglese, il “beach tennis”) ha acquistato nuova dignità. Oggi è uno degli sport candidati a entrare tra le discipline olimpiche. Ha una sua federazione italiana all’interno della Federtennis, e in estate conta una serie di appuntamenti (per la precisione cinque) durante i quali si disputano le partite della Beach Tennis Cup.
Nato proprio in Italia, il beach tennis ufficiale si pratica su un campo di sabbia lungo 16 metri e largo 8 nel caso del doppio (per il singolo, la larghezza è di 4,5 metri). La racchetta è liscia, anche se sono consentiti fori per alleggerire l’attrezzo. La palla, molto simile a quella del tennis tradizionale, è leggermente depressurizzata. Ovviamente non deve (o meglio: non può) rimbalzare sulla sabbia, ma deve essere presa sempre al volo. I litorali romagnoli, laziali e toscani sono quelli che vedono le sfide più accanite.
In quanto alla Beach Tennis Cup, prevede 5 appuntamenti: 15-16 maggio a Cagliari; 22-23 maggio a Bibione; 29-30 maggio a Marina Romea; 5-6 giugno a Fregene; 19-20 giugno a Marina di Ugento.
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