Lo chiamano familiarmente Ötzi. Certo, l’aspetto non è dei migliori: la faccia tirata, tutto pelle e ossa, nemmeno un capello in testa. Ma per avere più di 5.000 anni, è davvero una meraviglia. Perché Ötzi è una mummia dell’Età del Rame, rinvenuta nel ’91 da una coppia di escursionisti sul ghiacciaio del Similaun, sopra la valle dell’Ötz (di qui il nome), in Alto Adige. Oggi riposa nel Museo archeologico di Bolzano, dove ogni anno semplici curiosi e appassionati di archeologia fanno la fila davanti alla cella climatica in cui è custodito.

Il prossimo 30 aprile, la mummia tornerà alla ribalta grazie a una spettacolare manifestazione sportiva che ha preso il suo nome: la Ötzi Alpin Marathon. Di che cosa si tratta? Di una maratona (lunghezza standard: 42,2 chilometri) da correre in parte in mountain bike, in parte a piedi e in parte con gli sci. Partenza da Naturno, 554 metri sul livello del mare, e arrivo a Grawand, 3212 metri. Poco lontano da dove è avvenuto il ritrovamento dell’Uomo venuto dai ghiacci.
Alla competizione si può partecipare sia singolarmente, sia in staffetta a tre. Una fatica che vale la pena: in palio ci sono alcune migliaia di euro, da suddividere tra i primi arrivati delle diverse categorie. Il via sarà dato alle 9 del mattino, e alle 5 del pomeriggio ci saranno le premiazioni. Inutile improvvisare, però: la gara prevede un limite massimo di tempo di sei ore per gli uomini e sei e mezzo per le donne.
Tutto sommato non troppo, dal momento che il dislivello totale è di oltre 3.200 metri. Si parte di corsa, affrontando i tornanti della Val Senales che salgono da Naturno. Una volta arrivati al paese di Madonna, i concorrenti dovranno inforcare le biciclette e pedalare fino a Maso Corto. Qui sarà la volta di infilare gli sci da fondo, e cominciare la salita verso il ghiacciaio.
Tutte le informazioni su: www.oetzi-alpin-marathon.com.
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