Il giusto equilibrio tra calore, peso e comprimibilità: è arrivata Micro Puff.
Di giacche calde e leggere per l’outdoor ne esistono un’infinità, anzi c’è proprio l’imbarazzo della scelta attualmente! Per chi fa trail o corre in montagna la stagione incomincia a scaldarsi e ci si sposta su sentieri sempre più alti, dove la neve in alcuni casi non è ancora sparita del tutto e le temperature al mattino presto o in mancanza di sole, sono ancora basse. Un capo che scaldi e che sia poco ingombrante ma allo stesso tempo resistente e impermeabile è necessario. Per chi corre lunghe distanze, per molte ore e a volte anche di notte, il peso è molto importante. Ed è per questo che noi di Action Magazine abbiamo voluto provare un capo ultraleggero e che ha però tutte le caratteristiche citate sopra. La scelta è caduta sulla giacca più leggera che Patagonia abbia mai realizzato. Vediamo allora come è andato il test.
Caratteristiche tecniche
La nuova giacca isolante che Patagonia ha battezzato con il nome di Micro Puff è composta da molti materiali ad alta tecnologia e non inquinanti per l’ambiente. Il PlumaFill (65 g/m² in 100% poliestere) per la morbida imbottitura e per l’isolamento, l’esterno ultrasottile e resistente in Quantum Pertex, realizzato in nylon Ripstop con trattamento impregnante idrorepellente DWR (Durable Water Repellent), che contrasta in modo vincente umidità, vento e pioggia.
Solitamente le altre giacche in piuma sono altamente comprimibili, soffici e leggere, ma purtroppo la piuma, con l’umidità si ammassa rapidamente in tante piccole palline e fatica ad asciugare. Il materiale sintetico usato da Patagonia per questa giacca, il PlumaFill, è altrettanto leggero, soffice e comprimibile, ma conserva la sua capacità termica anche in condizioni di bagnato senza appallottolarsi. Ed è vero, sono rimasto stupito nell’appurare che anche dopo aver preso, volutamente, un temporale sotto ero asciutto e nel giro di 15 minuti il calore stesso del mio corpo ha permesso alla giacca di asciugarsi. Mentre invece per testare la giacca in condizioni ventose non è stato facile trovare clima da bufera, allora ho fatto un giro in moto e l’ho creato artificialmente.

E in effetti, il filato in morbida fibra lanosa che forma l’imbottitura, tutto cucito insieme con un motivo di trapuntatura unico che mantiene il riempimento in posizione, gonfiandosi ha bloccato ogni possibile passaggio di aria fredda dalle cuciture. Indossare la giacca termoisolante Micro Puff è stato come armarsi di una corazza che pesa un soffio. I polsini, l’orlo del fondo e il cappuccio elasticizzati impediscono il passaggio di aria e freddo.
Le tasche anteriori sono posizionate in modo da poter infilare agevolmente le mani, mentre le due capienti tasche interne offrono spazio per guanti, cartine o altro e la tasca esterna di sinistra funge da sacco per poter essere ripiegata la giacca. La zip centrale è altrettanto impermeabile ad acqua e vento. Ma la cosa che più mi ha stupito è la leggerezza e l’estrema comprimibilità racchiusi in 264 g di peso. Ecco ho cercato di strapazzarla per diversi mesi e posso dire che è un capo che soddisfa tutte le esigenze di un trailer. Però, c’è un però, attenzione quando passate di corsa vicino a cespugli o rocce sporgenti: in questo caso non mi ci sono trovato, guardando la giacca, forse, potrebbe essere a rischio strappo. Ma queste sono situazioni estreme, dove qualsiasi capo potrebbe subire un danno.
Prova generale superata dunque, e posso dire che Patagonia con questo capo “rivoluzionario” per tutti i motivi descritti, ha dimostrato di aver fatto passi da gigante in fatto di ricerca e sviluppo, senza dimenticare la continua sensibilità e attenzione al pianeta.
Prezzo € 280
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