Quelli che corrono perché è quasi estate, e durante l’inverno fa freddo…Quelli che corrono perché si sono accorti che sotto casa c’è un bel parco…Quelli che corrono perchè fra poco bisogna mettersi il costume… Risultato: in giro, da aprile, si vede di tutto. Dalla primavera fino ai mesi estivi, la curva dei podisti cresce inesorabilmente. Una parabola con un punto di chiusura a settembre, un’analisi ormai certificata da anni.
Il popolo dei corridori stagionali si suddivide in due macro-categorie. La prima categoria è rappresentata da coloro che iniziano un po’ per caso, non hanno un’età definita o un’estrazione sociale di riferimento. Si tratta di un gruppo eterogeneo. Orbita nei parchi, nei vialoni delle grandi città, nei campi di calcio. La sera, dopo una giornata di lavoro, in solitaria, con la testa ancora ai mille impegni. L’abbigliamento è semplice: una maglia di cotone bianca, pantaloncini, calzino bianco alto di spugna, un po’ arrotolato. Le scarpe… beh, ovviamente quelle che c’erano in casa.
Nella seconda categoria militano quelli che iniziano a correre a marzo e arrivano a settembre. Identikit del soggetto in questione: giovane, sportivo, fisico atletico, calcetto una volta alla settimana lui, massaggi o creme anticellulite quattro mesi su 12 lei. A marzo segue la partenza della Maratona di Roma in tv, se va bene partecipa alla stracittadina. In ufficio ha un collega runner che non parla d’altro, ha corso Boston, New York e Londra, e quindi pontifica sull’argomento. E lui non vorrebbe essere da meno. Ai primi di aprile lo si vede da Decathlon. Corridoio jogging/running. Nel cesto blu della spesa depone: scarpe Asics (perché è il nome meno estraneo tra tutti), maglietta tecnica in microfibra che esalti il bicipite (o, se si tratta di una lei, il decolletè), pantaloncini modello ciclista rigorosamente neri.
Così abbigliati, si va al parco. Immancabilmente dalle 18.45 alle 20.00 L’orario è fondamentale. Se decidi di voler incontrare un amico, il vicino di casa, l’intera classe delle medie e tutti coloro che ancora non hanno il profilo su Facebook, vai al parco dopo le 18.00. La community ha il suo passo, il suo giro. Ogni gruppo è formato da due a cinque componenti. iPod in mano quando va bene, altrimenti chiavi della macchina o cellulare, si divertono, sghignazzano, rimorchiano ovviamente, litigano, fanno progetti estivi, rispondono al telefono, si fermano e ripartono. Per arrivare, dopo circa mezz’ora, alla fontanella e poter dire: oggi ho corso anch’io.
Noi, runner di lungo corso, però lo sappiamo. Sappiamo che in mezzo a tutti questi “tapascioni” si nasconde qualche cometa. Qualche particella impazzita che prima o poi uscirà dal suo nucleo e continuerà a correre fino a non poterne più fare a meno. Fino a quella domenica di fine marzo in cui ce la ritroveremo accanto e ci guarderà con lo sguardo di chi ha fame di chilometri, e scalpita in attesa dello start per divorare in un solo boccone la Maratona di Roma. E noi penseremo: “Benvenuto, fratello!”.
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