Una gara “giovane” ma che ha già conquistato numerosi runners. Il motivo? Tifo da stadio, organizzazione perfetta e natura incontaminata.
Una sfilata di campioni ha reso omaggio all’edizione 2017 del Quadrifoglio Ultra Trail, che si è disputato il 20 maggio a Borgotaro, in provincia di Parma. In un calendario tanto affollato poteva sembrare difficile attirare tanta “bella gente” su un percorso dal pedigree ancora da consolidare. E invece…
Il segreto del QUT sta nella sua sfacciataggine, nella capacità di rendere irresistibili scelte organizzative che altrove farebbero storcere il naso, a partire dal percorso a petali che obbliga a ripetuti passaggi dal punto di partenza. I quattro anelli della 100 km, però, sono così differenti l’uno dall’altro, che il passaggio in paese diventa idealmente il punto di avvio di una nuova sfida. Maiunanoia, dunque. Al contrario, musica a palla, camerieri in livrea al ristoro, borsa con il proprio materiale sempre a portata di mano, tantissimo tifo. Piacere vero, dunque. Che si rinnova ad ogni passaggio.

La festa non basta, però. In fondo per divertirsi in compagnia ci sono occasioni meno faticose: 100 o 60 chilometri (e ce n’è anche una 24) sono comunque parecchi. Gli organizzatori del 3TValtaro mettono in campo anche una grande professionalità. Che si evidenzia innanzitutto nella segnaletica. Fettucce, cartelli, bolli e frecce in vernice sono così numerosi e ravvicinati da rendere impossibile errori anche a chi vorrebbe sbagliare apposta. I ristori sono ben posizionati e, fatto raro, forniti anche per i ritardatari. Il presidio di volontari on the road è ben studiato, con personale piazzato strategicamente sui bivi “a rischio” o presso attraversamenti pericolosi.
Il concorrente, in un contesto simile, deve solo pensare a correre. Fortissimo come hanno fatto Giulio Piana o Graziana Pé, i vincitori della lunga. E di buona lena tutti gli altri, facilitati da un tracciato scorrevole, soprattutto nelle lunghissime discese dei primi due petali. Non a caso questa è considerata la gara perfetta per chi vuole cimentarsi nella sua prima 100 chilometri sui sentieri.

Sono tanti i flash che rimangono nella memoria. Gli ultimi metri dell’ascesa al Monte Molinatico e la successiva discesa tra i faggi fino al ristoro dello Chalet del Molinatico, passando accanto al minuscolo Lago Martino. Le carbonaie in mezzo al bosco, dove veniva prodotto il carbone utilizzato nelle città della Pianura Padana. E ancora il guado del torrente che segna l’inizio dell’interminabile salita del secondo petalo e il crinale del Passo del Borgallo con le Alpi Apuane sullo sfondo. La salita a goccia sulla pista da sci di Zum Zeri, dura ma tutto sommato breve e ultimissimo sforzo all’insù per i concorrenti della 60 km, i ristori gestiti da organizzatori di trail amici, segno di una condivisione di sforzi che può solo portare buoni frutti. Poi lo chalet della Comunalia di Albereto al km 48: anche quest’anno qui ho rinunciato alle salamelle, ma il caffè preparato con la Moka apposta per me era il più buono del mondo.
Torneremo al Quadrifoglio Ultra Trail, è certo. Perché qui si sta bene. Che altro serve?
Le immagini sono di Yulia Baykova. Infortunata, non ha corso. Ma anche questa volta ha lasciato il segno. Grazie anche te, Yulia.
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