Il trail dove i volontari ringraziano i concorrenti, il trail con le cameriere in livrea al ristoro, il trail in cui fin dal primo momento ti sembra di esserci già stato tanto è familiare e calorosa l’accoglienza. Ma anche il trail che rinuncia ad alcuni sponsor perché “nel pacco gara e ai rifornimenti ci devono essere prodotti di imprese locali, che la nostra gara contribuisce a sostenere. Anche a costo di rimetterci qualcosa preferiamo acquistare quello che offriamo”.

Il Quadrifoglio Ultratrail cresce confermando se stesso (formula e percorsi) e le sue peculiarità. “Siamo emiliani, siamo fatti così”, ribadisce in continuazione Romano Schiavetta una delle instancabili anime della gara in programma il 20 maggio a Borgotaro, in provincia di Parma. “Vogliamo che chi viene qui stia bene e che si diverta. Noi ce la mettiamo tutta”.
Parole semplici, che nascondono un’organizzazione complessa e, alla prova dei fatti, senza sbavature. Il Quadrifoglio Ultratrail prevede tre percorsi principali di gara, da 101, 61 e 24 km (rispettivamente 4.250, 2.750 e 1.450 d+), affiancati dallo short trail e da una non competitiva entrambe di 10 km e 500 metri di dislivello. Non uno scherzo, dunque. E il successo delle passate edizioni richiama sempre più concorrenti, calamitati dal passaparola di chi ci è già stato. “I grandi numeri non fanno per noi”, dice ancora Romano, che simula preoccupazione con una ritrosia questa volta davvero poco emiliana: “riusciremmo a gestirli adeguatamente tutti”?

Perché al Quadrifoglio Ultratrail non si può mancare? Innanzitutto per il suo percorso che si sviluppa in gran parte tra faggi e castagni, ma che riserva anche grandiosi spunti panoramici sulle vallate appenniniche e sulle Alpi Apuane. I primi due petali, che costituiscono il menu della 60 km, “regalano” salite molto lunghe, oltre i mille metri di dislivello, ma mai troppo severe e seguite da discese scorrevoli dove si può fare gran velocità.
Più semplici, se non fosse per la fatica accumulata in precedenza, sono gli ultimi due petali. Al termine di ogni petalo si passa dal via dove ogni concorrente trova la propria borsa con il materiale che può servire per il prosieguo della gara. Il problema semmai è resistere alle “Sirene” di Borgotaro, ovvero il ricco ristoro, l’animazione no-stop, la gradevolezza del parco alberato proprio accanto e, per le mamme ansiose, ritrovare i propri bambini che per tutto il giorno vengono accuditi dalle animatrici messe a disposizione dagli organizzatori.
In ogni caso gli iscritti alla 100 km che si fermano dopo i primi due petali vengono inseriti nella classifica della 60. Insomma, non si rimane mai a mani vuote.

Nel corso della gara si potrà testare la App Georesq, messa a punto dal CAI in collaborazione con il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – CNSAS, grazie alla quale si è costantemente geolocalizzati durante le uscite sui sentieri. La App sarà data in omaggio (solo per un periodo di prova ma con tutti i servizi ad essa collegati) a tutti i partecipanti della gara che lo desiderano e al briefing del venerdì interverrà un responsabile del Soccorso alpino che la spiegherà nei dettagli.
Inoltre sarà l’occasione per parlare dei nuovi progetti della A.S.D. Triathlon Trail Team Valtaro. Primo tra tutti il Valtaro-Mare, che nel prossimo mese di settembre unirà Albareto alle spiagge di Levanto, in Liguria. Saranno 70 km da percorrere senza pensare alla classifica grazie a una formula innovativa che verrà dettagliatamente presentata nei prossimi mesi. E si pensa anche a circuiti permanenti, a disposizione tutto l’anno dei trailer dal palato fino per allenamenti e uscite di scoperta. Ma, per quelli c’è tempo. Prima bisogna sfogliare il Quadrifoglio. Un petalo alla volta.
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