Dall’Emilia alla Toscana, dall’Abruzzo alle Marche, ecco quali sono i dieci rifugi più belli degli Appennini.
Vi abbiamo già parlato qualche giorno fa, in un articolo, dei più iconici rifugi che si trovano sulle Alpi. Adesso, per non fare torto a nessuno, è la volta dei rifugi che si trovano sugli Appennini. Ne abbiamo individuato dieci, che meritano senza dubbio una visita.
Si tratta di strutture ideali per chi cerca una sosta dopo un trekking o un’esperienza in alta quota, e si distinguono per la loro posizione privilegiata e per la loro storia. Ecco quali sono.
Emilia Romagna
Rifugio Giovanni Mariotti al Lago Santo (Parma)
Adagiato sulle sponde dell’omonimo bacino glaciale e circondato da una faggeta, è una delle tappe più suggestive dell’Appennino Tosco-Emiliano. Inaugurato nel 1882, è uno dei rifugi più antichi di tutta la catena appenninica.

Rifugio Cesare Battisti (Reggio Emilia)
E’ situato in una posizione strategica denominata Lama Lite, proprio sotto le imponenti pareti rocciose del Monte Cusna. E’ un fondamentale crocevia per l’Alta Via dei Parchi e per i trekking di crinale.
Rifugio Segheria dell’Abetina Reale (Reggio Emilia)
Ricavato da un’antica segheria idraulica del duca di Modena, si trova immerso in una delle foreste di abete bianco più spettacolari e storiche della regione. Una struttura davvero incantevole.

Toscana
Rifugio di Porta Franca (Pistoia, Toscana)
Il rifugio di Porta Franca è posto alla sommità della Valle del torrente Orsigna a 1.580 metri di quota. Dal rifugio è possibile raggiungere seguendo il sentiero numero 5 CAI bianco-rosso dapprima il Monte Gennaio (1.814 m s.l.m.), poi raggiunto il crinale appenninico, il Sentiero Italia e da lì, il Corno alle Scale (1945 m s.l.m.) e il Lago Scaffaiolo (1.750 m s.l.m.).
Abruzzo
Rifugio Franchetti (Gran Sasso, Abruzzo)
È il rifugio custodito più alto di tutto l’Appennino. Sorge nel Vallone delle Cornacchie, incastonato tra le pareti verticali del Corno Grande e del Corno Piccolo. Offre un panorama aspro e spettacolare e un accesso rapido al ghiacciaio del Calderone. È il punto di partenza fondamentale per le vie alpinistiche e le ferrate della zona.

Rifugio Duca degli Abruzzi (Gran Sasso, Abruzzo)
Inaugurato nel 1908, è uno dei rifugi più alti e spettacolari dell’Appennino. Situato a 2.388 metri, posizionato sulla cresta del Monte Portella, questo rifugio storico regala una delle viste più famose d’Italia sull’altopiano di Campo Imperatore e sulle vette circostanti. Nei giorni più limpidi, si arriva a vedere il mare. È un punto di partenza privilegiato per la via normale del Corno Grande.

Rifugio Vincenzo Sebastiani (Majella, Abruzzo)
Immerso nel selvaggio cuore del Parco Nazionale della Majella, a 2.102 metri di quota, il Rifugio Sebastiani (foto di apertura) è punto di partenza per spettacolari traversate in alta montagna. Situato al Colletto di Pezza, è un punto di appoggio amatissimo dagli escursionisti centro-italiani. Recentemente ristrutturato con criteri ecosostenibili, offre una splendida vista sulla selvaggia conca circostante.
Rifugio bivacco Cesare Mario Pelino (Majella, Abruzzo)
Costruito a quota 2.793 metri, più che un rifugio, è il bivacco in quota più alto dell’Appennino centrale. Ha una forma avveniristica a igloo (struttura metallica) ed è situato proprio sulla cima del Monte Amaro. Offre a chi vi pernotta un’esperienza estrema e un senso di isolamento totale, a quasi 2800 metri di quota. Il bivacco, incustodito e sempre aperto, è dotato di dieci posti letto a castello. Data l’assenza di punti acqua nelle vicinanze, è essenziale dotarsi delle scorte necessarie per il periodo di sosta o pernotto.

Marche
Rifugio Tito Zilioli (Monti Sibillini, Marche)
Sorge a 2.240 metri, sulla sella del Monte Vettore ed è lo storico punto di riferimento per la scalata alla vetta più alta delle Marche. Ricostruito completamente dopo il sisma del 2016 con un design moderno, ecosostenibile e ad alta tecnologia, è posizionato sulla via per i leggendari Laghi di Pilato, gli unici laghi glaciali dell’Appennino marchigiano, famosi per ospitare un raro crostaceo endemico (il Chirocefalo del Marchesoni).

Rifugio del Fargno (Ussita, Marche)
Posizionato sull’omonimo valico, a 1.820 metri di quota, si trova in una posizione incredibilmente selvaggia e panoramica, incastonato tra la Val di Bove e la Valle del di là. È un crocevia fondamentale per scialpinisti, escursionisti e amanti della mountain bike che frequentano il massiccio del Monte Bove.
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