Questa volta le inviolate trincee della Linea Cadorna hanno capitolato. Un irresistibile battaglione composto da oltre 400 runner, armati solo di adrenalina e garretti d’acciaio ha invaso camminamenti e gallerie scavate 100 anni fa sulle montagne di Cassano Valcuvia, nel Varesotto. Non sono stati fatti prigionieri, la multicolore armata ha spazzato nel corso di una sola mattinata un secolo di silenzio, trasformando le opere belliche (in questa zona in realtà mai entrate davvero in funzione) in un monumento allo sport. Il più originale e suggestivo.

E’ questo il dato di cronaca più significativo del Vibram Trincea Trail, disputato lo scorso 24 maggio (quasi) casualmente a un secolo esatto dall’ingresso dell’Italia nella Prima Guerra mondiale. Lungo i 29 chilometri (1900 m D+) del tracciato, abbiamo percorso innumerevoli trincee e attraversato ben 14 gallerie, la più lunga di 800 metri: passaggi stretti che obbligavano alla fila indiana e che nei primissimi chilometri hanno determinato qualche tappo, utile peraltro per fare abbassare le pulsazioni dopo la consueta partenza a razzo del gruppo dal campo sportivo di Cassano Valcuvia.
Obbligatorio, naturalmente, l’uso delle lampade frontali, anche nelle gallerie più brevi a causa del repentino passaggio dalla luce al buio e per evitare dolorosi incontri con i bassi soffitti dei tunnel. Sul campo si è rivelata adeguata anche una lampada economica e dalle prestazioni non inutilmente esagerate come la Led Lenser Seo3.
Il tracciato infatti, seppur complessivamente filante, prevedeva subito l’unica importante salita della giornata, quella che portava fin sulla vetta del Monte Colonna. Solo dopo aver accarezzato, non senza un sospiro di sollievo, la croce posta sulla vetta ultrapanoramica, si potevano finalmente lasciar correre le gambe lungo discese che solo in rari tratti pretendevano attenzione. Neppure i saliscendi della parte centrale del tracciato potevano più impensierire e la tracciatura ravvicinata consentiva più di qualche distrazione: era davvero impossibile uscire dal percorso di gara a meno di non voler fare i furbi, che come al solito, non sono mancati.

Qualche controllo rigoroso nei tratti “a rischio”, avrebbe evitato i mugugni di chi ha ritrovato all’arrivo concorrenti superati lungo il percorso e mai più visti durante la gara. Basterebbe imporre ai reprobi di dotarsi di pala e scavare personalmente la quindicesima galleria del percorso dell’anno prossimo, per far passare loro la voglia di riprovarci. Chissà.
Il manipolo di manigoldi ha conquistato qualche posizione in classifica ma non ha guastato una giornata di trail davvero magnifica. Già, perché correre a Cassano Valcuvia, significa in primo luogo vivere un’esperienza originale, in un’atmosfera rilassata e amichevole dove nulla è lasciato al caso: dai parcheggi comodi accanto alla partenza alla logistica della distribuzione dei pettorali, dall’assistenza dei numerosissimi volontari sul percorso alla pulizia dei sentieri e delle gallerie, fino al ricco terzo tempo con risottata, birra a volontà e scelta no limits di dessert. Poco importa, dunque sapere chi ha vinto e quanto ha impiegato (classifiche su www.atletica3v.it). Non saranno le gesta dei campioni a farci ritornare, bensì la grande capacità degli organizzatori di allestire un evento che si ha immediatamente voglia di rivivere.
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