Non abbiamo ancora capito bene come si chiama: si è presentato poco prima della partenza con una canottierina arancione della squadra locale del “Rio do Fogo”, è schizzato davanti a tutti al “via” e si è arrampicato tra le dune del percorso a una velocità tale che anche i quad dell’organizzazione stentavano a tenergli dietro. Il misterioso brasiliano che nella prima tappa di Run for Pititinga si è permesso di prendersi parecchi minuti di vantaggio su gente come Marco Gazzola (secondo) o Marco Olmo (terzo) ci ha davvero lasciati sbalorditi.

Tanto più se si considera che il percorso era davvero micidiale: sì, perché il buon Nico Valsesia, dopo aver definito il tracciato, all’ultimo momento ha inserito qualche piccola variazione per “vivacizzare” il tutto. Come per esempio la scalata di una duna di sabbia praticamente verticale, in cui i concorrenti erano obbligati a procedere a carponi, che è stata l’occasione per ascoltare una delle più ricche e variegate collezioni di improperi dell’intera regione; un discreto contributo è stato fornito da Giovanni, che comunque ha chiuso con un prestigioso quinto posto.

Soddisfatto anche Aldo, che ha chiuso in bellezza la 10 km della “AldoTen” (una formula tutta sua, che prevede di correre ogni giorno solo 10 km) vinta da Mario Galanzino. Il tutto, comunque, all’interno di un percorso assolutamente spettacolare che ha incluso un tratto finale in riva al mare, alla luce del tramonto.
Ma questo è solo l’inizio: domani all’alba ci aspettano i 30 km della seconda tappa, verso la sorgente di Catolè. Per carità di patria, speriamo che il brasiliano stasera abbia mangiato pesante…

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