A Bolzano, nel quartier generale di Salewa, si è tenuto il Salewa Influencer Summit: una tre giorni dedicata a giornalisti e blogger per provare sul campo i nuovi prodotti da hiking e climbing.
Le Dolomiti sono dei monti assurdamente belli, e l’Alta Val Badia rappresenta in pieno quello che si può definire l’ambiente alpino per eccellenza: pascoli curatissimi intervallati da fitti boschi su ripidi pendii, e via via salendo estese pietraie che diventano pareti verticali. Un impatto visivo unico al mondo, con guglie e bastionate che si susseguono in un gioco infinito di tonalità di grigio, nero, ocra e giallo intenso, mostrando una roccia lavorata col cesello.
Un luogo importantissimo per la pratica dell’outdoor e della scalata: qui infatti è nato l’alpinismo dolomitico, e nell’arco di 200 anni si sono evolute ed affinate le moderne tecniche d’arrampicata. Nomi come Jhon Ball, Georg Winkler, Giovan Battista Vinatzer sono solo alcuni tra i personaggi leggendari che hanno tracciato le prime vie.

Il Salewa Influencer Summit ha scelto questa scenografia per l’edizione 2019. L’introduzione alle giornate di hiking, speed hiking e climbing si è tenuta presso l’Headquarter Salewa di Bolzano. Tra l’altro consiglio assolutamente una visita presso questa struttura dall’estetica avveniristica: sia per pura curiosità, sia per chi vuole toccare con mano le nuove collezioni di capi tecnici, calzature e attrezzature d’arrampicata e mountaineering.
Rispetto ai concorrenti, Salewa ha deciso di operare con una “filosofia integrata” che governa tutti gli aspetti dell’azienda: dalla produzione alla comunicazione, dal minimo dettaglio tecnico di un moschettone allo spirito che attraversa la scala gerarchica all’interno dell’organigramma aziendale. L’hanno definita “Pure Mountain”, si tratta di linee guida che vogliono essere un punto di riferimento per chi vuole frequentare la montagna e acquistare prodotti in modo consapevole.
Nel corso dei tre giorni del Salewa Influencer Summit, giornalisti e blogger hanno avuto modo di conoscere e sperimentare in prima persona questo tipo di approccio. “Pure Mountain” è sinonimo di rispetto per l’ambiente, ricerca dell’eccellenza nella qualità, controllo e sviluppo della responsabilità sociale nell’impresa. La realizzazione delle policy si concretizza per Salewa anche nell’adesione alla Fair Wear Foundation: un’istituzione olandese che lavora con brand, fabbriche, sindacati, ONG e talvolta governi per verificare e migliorare le condizioni di lavoro in 11 Paesi di Asia, Europa e Africa.
Un altro punto cardine dell’azienda altoatesina è l’ Essenzialità: la funzione sia dell’abbigliamento che dell’attrezzo tecnico deve essere ottimizzata, niente orpelli inutili, ma materiali leggerissimi e resistenti che quasi “annullano” la loro presenza durante lo sforzo muscolare dell’atleta. Gli accessori ci sono solo quando servono, i colori di zaini e gusci esterni sono vivaci ma senza perdere di rigore, gli stessi colori sono studiati per massimizzare la visibilità dell’alpinista in condizioni meteo avverse.
E anche noi, giornalisti e blogger, abbiamo testato in prima persona questo concetto di essenzialità. Zaini leggerissimi (io “indossavo”, ad esempio, il Winter Train 26 con schienale sagomato col Control Flow Fit (uno zaino di buona capienza, per un utilizzo rivolto allo speed hiking e allo scialpinismo veloce). Alcune calzature tecniche sono dotate di suola Vibram Mtn Trainer Evo. Personalmente ho camminato con le Mountain Trainer, un modello polivalente dalla suola abbastanza rigida che si esprime al meglio su hiking tecnici e vie ferrate.
Il sentiero ci ha condotto fino ai 2050 metri di quota del Rifugio Gardenacia, nel Parco Naturale Puez-Odle. Questa struttura, in posizione privilegiata, è stata la nostra base per l’attività di speed hiking del giorno dopo, che ci ha portato in cima alla Para dai Giai (Parete dei Galli). Qui sono state effettuate attività di photoshooting e speech tecnici sui nuovi materiali.
Il giorno dopo, ancora hiking: uno splendido anello con discesa finale al cospetto di due vette fantastiche, cioè La Cima Scotoni e la Torre del Lago. Mentre la sera “Lezione di gastronomia locale”, con impasto, autoproduzione e cottura dei famosi canederli. Ma questa è un’altra storia…
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