Marcello Usala da oltre 20 anni organizza viaggi in bicicletta alla scoperta della Sardegna. E da poco ha pubblicato una guida per chi vuole girare l’isola a pedali.
Da oltre 20 anni con Mediterras, Marcello Usala organizza viaggi in bicicletta nel Mediterraneo e in Sardegna, aiutando a scoprire un’isola lontana dall’immaginario collettivo, tutta coste e turismo balneare. Da poche settimane ha anche pubblicato per Ediciclo Sardegna in bicicletta (Ediciclo Pocket, 228 pagine, 18 €), una guida per chi vuole cimentarsi in autonomia sulle strade sarde, pedalando tra falesie e spiagge di sabbia bianchissima, ma anche tra foreste di quercia e pascoli montani, toccando borghi, nuraghi, tombe megalitiche.

– Cosa è per te la bicicletta e come hai iniziato?
“Sono un ciclista per caso: in gioventù, a causa di un infortunio al ginocchio non ho potuto continuare a correre. Mi erano permessi solo nuoto o bicicletta. Così ho acquistato una bici modello base, costava 300mila lire. Le prime volte che ho provato a usarla è stata dura, poi me ne sono innamorato, tanto che andavo in bicicletta anche da Bosa fino all’università di Sassari. Non ho più lasciato la bicicletta, MTB, gravel, da strada, da viaggio”.
– Nell’anno in cui l’isola è stata designata da Lonely Planet Best in Travel 2026, esce in libreria il tuo libro dove racconti un territorio da scoprire sulle due ruote. Come nasce questa guida?
“Da un lato è il risultato di vent’anni di lavoro in cui ho disegnato decine e decine di viaggi per cicloturisti di tutto il mondo, dall’altro c’è stata la collaborazione con Costanza Musso, ceo di una società di logistica attenta alla sostenibilità e alla ricaduta sul territorio. Non è stato facile mettere su carta e selezionare i percorsi più belli. Nonostante i 1700 chilometri di itinerari e le 32 tappe, sono rimasti fuori posti meravigliosi, come ad esempio l’Asinara o la Maddalena, che però conto di integrare presto con un bonus track”.

– Come sono strutturati questi percorsi e quanto sono impegnativi?
“In media le tappe sono lunghe 40-60 chilometri, si svolgono principalmente su strade secondarie asfaltate, con tratti sterrati non tecnici, percorribili anche in gravel o bici elettrica, e sono tutte collegate tra di loro fino a coprire il periplo dell’isola (meno un piccolo tratto tra Pula e Cagliari). A questo tracciato circolare si aggiungono due bretelle che si incrociano a Belvì: la prima da nord ovest a sud est, da Alghero a Muravera; la seconda da nord est a sud ovest, da La Caletta ad Arbus. Per ciascuna tappa ci sono le tracce gps, scaricabili da QRC, in cui si trovano anche tutti i servizi per il cicloturista, sia nei punti tappa che lungo il percorso. Anche perché negli ultimi anni i servizi sono cresciuti: ce ne sono sempre di più. A Cagliari, Olbia, Alghero, ci sono ciclofficine ma anche punti noleggio di bici, di ogni tipo, gravel, da cicloturismo, da strada, e-bike”.
– Perché un ciclista deve scegliere la Sardegna come meta di un viaggio?
“La Sardegna è un’isola bellissima e poco abitata, con scarso traffico sulle strade. Ci sono molte strade secondarie e di penetrazione agraria perfette per andare in bicicletta. Si può pedalare nel nulla per chilometri e provare il gusto dello spaesamento. Poi c’è il clima: la Sardegna è una meta da frequentare tutto l’anno, consigliata in bassa stagione. Basta pensare che anche in inverno le medie sono tra i 12 e i 15 gradi. Ma bisogna avere l’accortezza di evitare le famose località balneari che in inverno, nonostante siano bellissime, sono desolanti e senza servizi. Bisogna ricordarsi però che la Sardegna è ventosa, e quindi si pedala quasi sempre con o contro vento”.

– Quali percorsi ami di più e quali consigli?
“Naturalmente i tour del cuore sono quelli vicini a casa, a Bosa, come la panoramica Alghero-Bosa. Un giro classico di una settimana è la Alghero-Pula, lungo la costa occidentale, toccando anche Carloforte, mettendo la bici sul traghetto. Affascinante anche il tracciato lontano dalle coste, che da Belvì, nel cuore della Sardegna, scende verso il Campidano attraversando quattro ecosistemi diversi, dai castagneti di montagna alle colline di grano della Marmilla, toccando Laconi, la Giara di Gesturi con i suoi cavallini, Barumini, le terme di Sardara. Una chicca poco conosciuta, adatta davvero a tutti, è poi la ciclabile che segue il percorso della ferrovia a scartamento ridotto Monti–Tempio Pausania, che inizia poco dopo Olbia. Il vecchio tracciato ferroviario è stato convertito in pista ciclabile sterrata, senza pendenze impegnative. Attraversa pascoli e sugherete fino alle rocce granitiche di Calangianus”.
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