È quella sull’Hoher Mann, una vetta di quasi 2.600 metri che si trova in Val Casies. Un paesaggio da fiaba, panorami unici e una guida appassionata. What else?
Ci sono luoghi in cui si deve entrare in punta di piedi. Luoghi che custodiscono meraviglie uniche e che per questo vanno tutelati e rispettati con particolare cura. In questi luoghi è, prima di tutto, necessario essere “turisti consapevoli”, ovvero in grado di capire che ci si trova in un posto speciale e che, come tale, richiede particolare attenzione. Bandendo con fermezza gli atteggiamenti tipo “pago e pretendo” o “qui faccio quello che voglio”.
In realtà questa premura verso il nostro pianeta in ogni suo angolo, bello o brutto che sia, dovremmo averla sempre. Perché questo mondo è un ecosistema fragile, messo sempre più a dura prova dall’inquinamento e dall’arroganza dell’uomo. Ma in posti dove la natura è ancora sovrana, questo atteggiamento è assolutamente obbligatorio.
Pensavo a questo mentre, passato il paese di Monguelfo, percorrevo la strada che placida scorre attraverso la Val di Casies, in Alto Adige. Qui il tempo ha tutta un’altra dimensione, e lo capisci subito guardando fuori dal finestrino. Non solo perché ti trovi di fronte ad antichi castelli, come quello di Welsperg ma soprattutto per la cura con cui vengono tenuti i masi e i boschi circostanti.
Un’altra dimensione
Dietro questo paesaggio idilliaco e lontano dal turismo di massa, c’è il lavoro duro e caparbio della popolazione locale, che non ha abbandonato la valle per lavori più “facili e redditizi”. Ma è rimasta qui gestendo la modernità in modo che non sia in contrasto con la tutela dell’ambiente.
Questa particolare dimensione la sperimento anche quando arrivo a Blaslahof, un maso antico che ospita appartamenti per vacanze. Accanto alla struttura originale è stato costruito un complesso di nuovissimi chalet in legno realizzati secondo le più avanzate tecniche nel rispetto della ambiente (il legno ad esempio è assemblato senza l’uso di colla).
Oltre agli chalet è stata realizzata una bellissima area Spa con piscina di pietra scura e una sauna ampissima con una grande vetrata sulla valle. La struttura poi ha una Stube che oltre ad essere il luogo dove la padrona di casa serve colazioni imperiali e cene contadine che attingono alla tradizione tirolese, è anche un punto di incontro dove potersi intrattenere con tutta la famiglia (con un ampio spazio riservato ai bambini). È un luogo d’incontro, un luogo per chiacchierare e fare programmi per i giorni a venire. Il luogo ideale quindi per incontrare Paul Sapelza, la guida che domani mi porterà a fare una gita di scialpinismo.

Un’occasione per ripassare la storia
Paul è una di quelle guide che non solo conosce perfettamente il territorio dove si trova, ma che continua anche ad avere la passione di descriverlo per fartelo conoscere in ogni suo dettaglio. E allora la scialpinistica diventa un’occasione unica anche per imparare la storia di queste terre: dai grandi rivolgimenti storici che hanno spostato i confini da una vallata all’altra e viceversa, ai piccoli episodi locali come il ricordo di una grande frana a cui è stato dedicato un capitello all’inizio della salita di questa scialpinistica.
Ma soprattutto Paul mi ricorda quelli che sono i principi fondamentali dello scialpinismo: dalla sicurezza alla necessità di partire sempre molto presto, soprattutto quando le giornate sono calde. “Saliamo presto, così non solo ci godiamo la neve più bella ma soprattutto non danneggiamo il manto nevoso”. Una raccomandazione che dovrebbero davvero tenere a mente tutti gli skialper.
Oggi il nostro obiettivo è la vetta dell’Hoher Mann (2593 m), una scialpinistica di circa 1.000 metri di dislivello. Calzati gli sci nell’ampio parcheggio dello skilift di St. Magdalena, si prosegue per il bosco percorrendo un ampia strada forestale fino alla malga Aschtalm (1950 m), dove quasi all’improvviso si apre la vallata.
Spettacolo unico! Davanti a me si sgrana un ventaglio di cime coperte di neve fantastica. Sogno di scalarle tutte per poterle sciare una ad una. La nostra prima meta è la forcella situata a circa 2500 metri proprio di fronte a noi. Da lì, levati gli sci e calzati i ramponi, iniziamo a percorrere la cresta del monte che ci porterà fino alla grande croce che sovrasta la vetta. La giornata tersa, senza nemmeno una nuvola, mi regala una vista spettacolare su tutte le Dolomiti. E Paul mi indica una per una tutte le cime.
Dopo esserci rifocillati e aver analizzato con attenzione le condizioni della neve, rimettiamo gli sci in vetta. Siamo pronti per la discesa, che ci riserverà una neve fantastica soprattutto nel primo tratto ripido. È straordinario questo posto! La pace, il silenzio rotto solo dal suono degli sci che vanno veloci. Sono senza parole: non pensavo davvero ci fossero posti così incredibilmente belli…

La scheda tecnica
Scialpinismo in Val di Casies: Hoher Mann
Periodo: da dicembre ad aprile (secondo l’innevamento)
Dislivello dell’itinerario: 1000 metri
Lunghezza: 11,8 km
Difficoltà percorso: BSA
Località di partenza: St. Magdalena (Val Casies)
Per saperne di più
Per chi vuole fare scialpinismo in Val Casies il primo consiglio è quello di rivolgersi alle guide locali. Due i siti di riferimento: https://www.alpinschule.com/it/ e https://www.bergfuehrer-suedtirol.it
Per chi volesse conoscere meglio la valle e tutte le attività che offre nell’arco dell’anno , questi i siti di riferimento: https://www.kronplatz.com/en/val-casies-monguelfo-tesido e https://www.suedtirol.info/it/regioni/brunico-e-dintorni
Come si raggiunge la Val Casies:
Autostrada del Brennero (A22) fino a Bressanone. Proseguire per Brunico e poi prendere la SS49 fino a Monguelfo. Da lì seguire per la Val Casies.
Dove Alloggiare
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