Armin Holzer e Alessandro d’Emilia sono riusciti a portare a termine la loro sfida estrema: praticare slackline alla quota più alta che sia mai stata raggiunta, cioè ben 5000 metri.
«Chi più alto sale, più lontano vede; chi più lontano vede, più a lungo sogna». Lo diceva il grande alpinista Walter Bonatti. Una massima che calza a pennello con le imprese di Armin Holzer e Alessandro d’Emilia. I due sono riusciti a portare a termine la loro sfida estrema: praticare slackline alla quota più alta che sia mai stata raggiunta. E infatti si sono divertiti a volteggiare sulla fune elastica a ben 5000 metri. Sul Muztaghata, il “padre delle montagne ghiacciate”, nonché seconda vetta più alta del Pamir.
Armin e Alessandro sono partiti con gli sci insieme a Massimo Braconi a metà giugno, per la loro spedizione sul Muztaghata. «Il motto di Walter Bonatti – ha detto Armin Holzer, maestro di sci altoatesino – ha fatto crescere in me molti sogni: è nata così l’idea di tentare una highline in alta quota. Eravamo sicuri che funzionasse, ma il fatto che ancora nessuno avesse provato a farlo, ci preoccupava un po’. In realtà l’iniziale scetticismo, in seguito, ci ha motivato ancora di più: volevamo essere come grandi uccelli che volano liberi tra quelle alte cime».

Dopo giorni di cammino, bufere, sciate stupende, tramonti mozzafiato, hanno trovato il cosiddetto “Highline Spirit”, che non consiste nel correre veloci e ad ogni costo in cima ad una montagna, ma nell’andare in posti dove nessuno probabilmente è mai stato, e nell’assaporarli pienamente.
Così i tre hanno individuato lo spot ideale: sopra una lingua di picchi di ghiaccio che scende lungo l’ imponente valle del Muztaghata. Con una slack di 20 metri, senza spit nè chiodi, carichi di energia positiva, hanno realizzato il loro sogno. Camminando sulla morbida fune, circondati da uccelli che li guardavano stupiti mentre si facevano cullare dalle forti termiche. Liberi e accarezzati dal vento, si sono goduti questo momento di passione vitale.
Sponsor dell’iniziativa il marchio Millet, che ha messo a disposizione tutta l’attrezzatura tecnica.

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