La guida nepalese Pasang Lhamu Sherpa Akita, prima donna del suo paese ad aver scalato il K2, la free climber iraniana Nasim Eshqi, pioniera dell’arrampicata all’aperto in Medio Oriente, e stelle dell’alpinismo mondiale come Tommy Caldwell, Reinhold Messner, Hansjoerg Auer, Hervé Barmasse, Manolo, Adam Ondra, Nicola Tondini, Denis Urubko, Emilio Previtali e Alex Txikon. E poi ancora l’attore e regista Rocco Papaleo, gli scrittori Paolo Rumiz, Paolo Cognetti e Marco Albino Ferrari e il campione di ciclismo Francesco Moser.
Saranno questi alcuni degli ospiti del 66° Trento Film Festival, l’evento internazionale dedicato a cinema e montagna che si terrà a Trento dal 26 aprile al 6 maggio. 150 gli appuntamenti in programma, tra spettacoli, incontri, mostre, convegni, iniziative collaterali e attività per bambini.
Il cartellone cinema presenterà 130 pellicole tra anteprime italiane e internazionali, selezionate tra le oltre 700 proposte. Paese ospite e al centro della sezione “Destinazione…” sarà il Giappone, a cui verrà dedicato un omaggio trasversale per esplorare il volto meno noto di uno dei paesi più iconici al mondo.

Temi centrali di questa edizione, intorno a cui si svilupperanno le sei serate evento in programma, saranno la filosofia dello “slow mountain” – ovvero un approccio più lento e contemplativo alla natura – e i “confini” dell’alpinismo intesi come senso del limite e della rinuncia in alta quota.
Grande attenzione quest’anno sarà tributata alle donne conquistatrici di vette con due appuntamenti da non perdere nella sezione “Incontri”: “Climbing in Iran e libertà. Come la gravità porta all’uguaglianza”, dialogo con Nasim Eshqi, unica climber dell’Iran ad aver fatto dell’alpinismo la propria professione, che accompagnerà il pubblico nell’esplorazione dello scenario iraniano dell’arrampicata, discutendo anche il contesto culturale del suo paese e le complessità che ha incontrato nella ricerca della propria strada.

“Quest’anno – ha spiegato Mauro Leveghi, presidente della manifestazione – il Trento Film Festival potrà essere paragonato a un vero e proprio “campo base”, inteso sia come punto di partenza per percorrere, attraverso le numerose proposte della rassegna, una molteplicità di itinerari alla scoperta di come sta cambiando il modo di vivere la montagna e l’avventura; sia come luogo di ritorno, dove raccontare le proprie esperienze, le conquiste, le sconfitte, per riflettere sui limiti del possibile nell’alpinismo e sull’affermarsi di un approccio alla montagna più lento e contemplativo, alla luce del numero sempre più alto di appassionati dei grandi “cammini” che attraversano la nostra Penisola”.
Dopo Finlandia, Russia, Turchia, Messico, India, Cile e Islanda sarà il Giappone la meta del viaggio intrapreso dal Festival. Uno spaccato che condurrà alla scoperta di tradizioni e identità secolari, dello straordinario legame di un popolo con le proprie montagne e foreste, di una natura al contempo delicata e violentissima e dei postumi della catastrofe nucleare di Fukushima, senza tralasciare immersioni nell’eccezionale cultura gastronomica che anno dopo anno sta conquistando il mondo.

Giunge alla 32a edizione MontagnaLibri, la rassegna dell’editoria di montagna che ormai rappresenta un vero e proprio festival nel festival e che raccoglie ed espone la più recente produzione internazionale di libri e riviste, ospitando anche le attività del Premio ITAS. Tra le personalità letterarie in cartellone l’alpinista, sciatore e scrittore Emilio Previtali, il vincitore del Premio Strega 2017 Paolo Cognetti e lo scrittore e giornalista Marco Albino Ferrari.
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