Un filato dalle caratteristiche uniche, il Dryarn. Prodotto da Aquafil, azienda trentina con sede ad Arco, è leggerissimo, isolante, traspirante e termoregolante. Garantisce quindi un comfort totale sia nelle prestazioni amatoriali che in quelle più evolute.
Una seconda pelle, fatta apposta per proteggere la prima. Così si potrebbero definire i capi intimi realizzati con filato Dryarn. Proteggono dal freddo quando il meteo è inclemente, e disperdono il calore quando invece – come in questi giorni – il termometro supera i 30 gradi. Li abbiamo provati in entrambe le condizioni: nel primo caso ovviamente con l’aggiunta di un secondo strato; nel secondo da soli (anche se in realtà la T-shirt è stata pensata come un capo underwear).
Dryarn non è il brand di una linea di abbigliamento sportivo, ma un filato tecnico brevettato da Aquafil, azienda con sede ad Arco (Trento), specializzata appunto nella produzione di fibre capaci di garantire le massime prestazioni, anche nelle attività più estreme e nelle condizioni climatiche più difficoltose. Per essere sicuri di acquistare un prodotto in Dryarn, dunque, occorre leggere le etichette. Molti sono i produttori di abbigliamento sportivo e outdoor – in Italia e in Europa – che hanno scelto di utilizzare questo filato per i loro capi.

Il Dryarn è una microfibra che garantisce resistenza, leggerezza e traspirabilità. Non a caso dal 2008 questo filo tessile è il fedele alleato delle imprese di Marco Olmo, ultramaratoneta classe ’48, da sempre impegnato nelle gare di trail in condizioni estreme.
Quando si pratica un’attività fisica di qualsiasi genere, la termoregolazione è importantissima. La temperatura basale subisce una variazione, in quanto il corpo produce più calore. Inoltre la temperatura esterna condiziona sia lo stato fisico che la performance sportiva. Con la sudorazione il flusso di sangue ai muscoli diminuisce, e con esso anche il consumo di ossigeno.
E non si pensi che il comfort sia essenziale soltanto per chi realizza prestazioni sportive di alto livello. Spesso i principianti – proprio perchè “restano sul campo” più a lungo – sono quelli che hanno maggiormente bisogno di indossare un capo che li protegga dall’eccessivo caldo o dall’eccessivo freddo. E che sia abbastanza morbido da non creare sfregamenti sulla pelle.
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