La stagione invernale si avvicina. E se quest'anno pensassimo di viverla in modo diverso? Più calmo, a contatto con la natura e senza lo stress delle code allo skilift e il salasso al portafogli?
Il CAI Uget di Torino propone una serie di attività per fare esperienza della montagna invernale in tutto relax. Il Gruppo Sci Fondo e Fondo Escursionismo organizza tra dicembre 2012 e gennaio 2013 un corso di sci di fondo per principianti e avanzati che è ormai giunto alla 38a edizione. Ma la grande novità di quest'anno è il corso di escursionismo fuoripista a tallone libero con introduzione al telemark.
Il corso si svolge tra febbraio e aprile 2013: prevede 11 lezioni, 6 pratiche su neve e 5 teoriche in sede, per insegnare da un lato le tecniche di ascesa e discesa fuoripista con particolare attenzione all'antica ed elegante tecnica del Telemark, e dall'altro tutte quelle nozioni di conoscenza della montagna, della neve e dell'orientamento necessarie per praticare lo sci in neve fresca in sicurezza. Costa in tutto 90 euro.
La pratica dello sci escursionismo in neve fresca si distingue dallo sci alpinismo per l'attrezzatura utilizzata (sci da telemark), per le tecniche sciistiche a tallone libero, e per le escursioni, solitamente piutttosto semplici e con dislivelli più contenuti e ritmi di ascesa e discesa tranquilli. I percorsi si sviluppano su ampi pendii non troppo ripidi, e non superano mai il grado MS (medi scialpinisti).
Volete saperne di più? Venite giovedì 15 novembre alle ore 21 preso la nostra sede, a Torino, in Corso Francia 192: saranno presentate tutte le proposte di corsi e attività del Gruppo di Sci di Fondo e Fondo Escursionismo e si potranno incontrare i maestri CAI di sci escursionismo. E una volta terminato il corso, ci si potrà dedicare a uscite di grandissima soddisfazione. Come quella che abbiamo fatto noi la scorsa primavera a Pointe de la Pierre (in Valle d'Aosta), documentata dalle foto della gallery.
Era aprile: mese non più invernale, ma con una ricchissima "dote" di neve fresca. Ed eccoci qui sopra Pila: un gruppetto di liguri e piemontesi, tutti "allievi" del corso di sci escursionismo e Telemark del CAI UGET di Torino e di quello parallelo del CAI ULE di Genova. Catapultati in un paesaggio tutto bianco, parecchi centimetri di neve polverosa al suolo…e immacolata.
La gita comincia ai margini delle piste di discesa di Pila, chiuse al pubblico dopo la stagione invernale e ora pacificamente “invase” da piccoli gruppi di sci alpinisti e sci escursionisti: i primi salgono speditamente verso le vette e i canali più irti, mentre noi, amanti dello sci slow, procediamo pian piano tra una chiacchiera e una risata, godendoci il paesaggio, incuneandoci nel bosco, scegliando la via più sicura, dove la neve è più stabile.
Siamo ben attrezzati e muniti di ARTVA, pala e sonda per ogni evenienza, ma quel che ci aspetta è tuttavia un percorso classificato MS, vale a dire per medi sciatori secondo la definizione sci alpinistica, con dislivello moderato (circa 800 m): quello che si addice a chi come noi scia a tallone libero. A 2120 metri di altitudine circa lasciamo l’evidente traccia e ci facciamo strada nel manto soffice lungo un valloncello, tenendo la destra fino a sbucare in una piccola conca sotto un salto di rocce. Dopo una pausa per mangiare qualcosa ed aspettare chi è rimasto un po' più indietro, proseguiamo a mezza costa nel bosco fino al limite della vegetazione, e poi continuiamo in salita su terreno aperto, puntando verso ovest fino a incrociare l’itinerario proveniente da Ozein, da cui salgono alcuni ciaspolatori.
Ancora una piccola pausa per uno spuntino e una tazza di the caldo, e risaliamo gli ampi pendii spazzati oggi da un vento gelido, puntando verso la cima della Punta de la Pierre, a 2653 m di altitudine: un bel panettone di neve da cui si gode una vista strepitosa a 360° sul Bianco, il Rosa, il Cervino, la Grivola… e chi più ne ha più ne metta.
Siamo saliti per il piacere di arrivare in vetta, ma anche per goderci la discesa: togliamo le pelli di foca (un’impresa, con il vento!) e ci prepariamo per una discesa che si preannuncia memorabile. Scegliamo il pendio più sicuro, quello più dolce, e lo discendiamo in direzione di Pila pennellando dolci curve a Telemark: ci si piega, ci si rialza, ci si ripiega dolcemente e ci si lascia alle spalle una serpentina tondeggiante. Ogni tanto si cade. E si ride!
Rientriamo nel bosco e facciamo slalom tra gli alberi, cercando i passaggi più aperti e semplici, e aiutando quelli meno esperti, spesso fermandoci ad aspettarci a vicenda. È questo il piacere della discesa a tallone libero: un vagabondare libero e spensierato nella natura, senza la fretta dei cronometri né lo stress da performance. Uno sciare slow che trova nella poudreuse (la neve leggera come polvere) il piacere massimo. Quando torniamo a valle, non resta che festeggiare questa bella giornata con un'abbondante merenda e una buona birra. Cosa si vuole di più dalla vita?
© riproduzione riservata

