8 maggio 2016: con la Trentapassi Skyrace, si apre ufficialmente la stagione della corsa in montagna. Primo appuntamento del circuito La Sportiva Mountain Running Cup e prova di Skyrunning Italian Series. Ai nastri di partenza dell’evento podistico del lago d’Iseo si sono presentati 655 atleti suddivisi tra le due gare in programma, Vertical e Sky, diverse ma unite dallo spettacolare passaggio in vetta al Trentapassi.
In una giornata tipicamente primaverile, l’appuntamento è a Marone, tranquillo paesino adagiato sulle rilassanti rive del lago d’Iseo. Le gare in programma nella giornata sono due. Alle ore 9:15 la partenza della Vertical, mentre alle 10:15 è prevista la partenza della gara Sky. Il percorso delle due gare è lo stesso, almeno fino alla vetta del Trentapassi, dove la Sky prosegue per altri 12 Km prima di raggiungere nuovamente la zona di arrivo/partenza posta sul lungolago di Marone. Siamo complessivamente in 655 atleti (o aspiranti tali) a presentarci ai nastri di partenza delle due gare: circa 150 per la Vertical e la maggioranza per la Sky (… scelta anche da me, in quanto ho fatto una riflessione: la Vertical arriva in cima, ma poi devi comunque scendere, quindi vada per la Sky!)

Giornata tranquilla, anche grazie a una impeccabile organizzazione che ha curato anche i minimi dettagli, assegnando ad ogni pettorale una zona parcheggi e docce (oserei dire un’organizzazione quasi maniacale). Anche la zona di ritiro pettorali e deposito borse è stata allestita in modo efficiente ed organizzato, lasciando agli atleti solo le “ansie” della gara. Insomma atmosfera molto tranquilla e rilassata, almeno fino a quando non alzi lo sguardo e in lontananza su, proprio lassù, vedi lo striscione di passaggio in cima al Trentapassi… Ok, ora un po’ di agitazione mista ad adrenalina inizia ad insinuarsi, ma in effetti non ero venuto per una gita domenicale al lago!
Ore 9:15: dopo la presentazione dei più grandi top runner (almeno in questa occasione riesco a vederli anche in faccia e non solo di schiena) viene dato il via alla gara Vertical: percorso che dopo i primi 2 Km di trasferimento per uscire dall’abitato di Marone, si sviluppa su una durissima ascesa di 3,5 Km per 1.050 mt di D+ fino a raggiungere l’ambito ed agognato traguardo posto in vetta.
Ok, tra circa un quarto d’ora tocca alla partenza della Sky, quindi dopo la spunta del pettorale ci posizioniamo all’interno della zona di partenza, e proprio qui – attraverso la radiocronaca – sento che i primi atleti sono arrivati in cima (proprio lassù) in circa 40 minuti (per la cronaca il vincitore, Urban Zemmer, ha completato la fatica in 39’47”, mentre in campo femminile è stata Emmie Collinge a transitare per prima con il tempo di 50’18”), e non ti capaciti di come possano avere fatto… eppure non mi pareva di avere visto la funivia che saliva in vetta!

Tra poco tocca a noi. Il percorso fino alla cima è lo stesso della Vertical, per poi proseguire lungo un primo tratto di discesa molto tecnico, e i restanti 10 Km scorrono attraverso un percorso divertente con molti cambi di ritmo, per poi tornare nella suggestiva location di Piazza Vittorio Emanuele dopo 17,7 Km e 1.400 mt di D+. Prendo i primi 2 km di piano veramente a tutta (3’45”/km) per presentarmi all’attacco della salita nella prima parte del gruppo e cercare di evitare i “tappi”, spauracchio di ogni corridore.
Imbocchiamo il sentiero, e tento di prendere il mio passo, lento ma costante. Ma i supermen che arrivano da dietro fanno di tutto per passare, qualcuno anche sgomitando un po’. Non me ne può fregare di meno, e appena ho la possibilità agevolo il sorpasso… almeno per ora! Il sentiero si inerpica sempre più tra freschi passaggi nel bosco e strappi più verticali con roccette da superare usando – oltre alle gambe – anche le mani e tutto quanto può aiutare (passaggi tutti sempre ben presidiati da un attento personale di gara).
Il crinale del Trentapassi toglie decisamente il respiro, sia per la salita che per un paesaggio veramente incantevole che si apre sul lago sotto di noi. Così ne approfitto per fare qualche foto; non me ne vogliano i puristi dell’agonismo puro, ma in fondo è pur sempre domenica e perdere qualche minuto certo non mi cambia nulla. In compenso domani avrò un bel ricordo da riguardare. Cosa dite, come scusa per prendere fiato ci può stare? Tant’è che si riprende la salita e di tanto in tanto si inizia ad intravedere il passaggio in vetta. E più ci si avvicina, più si inizia a sentire anche il frastuono del numeroso ed appassionato pubblico presente.
Ultimo tratto verticale da fare gattonando, ed eccoci in vetta, giusto il tempo per un paio di altre foto, e via in discesa. Ok il primo tratto è molto tecnico, ma subito dopo si fa via via meno irto fino ad entrare in un bel bosco dove il sentiero alterna brevi salite a tratti di falso piano. Mancano ancora più di 10 km all’arrivo, e inizio a riprendere un po’ di quei supermen che mi avevano passato in salita.
I km scorrono piacevoli (ed il paesaggio molto variegato li rende divertenti), anche se bisogna sempre stare attenti a brevi tratti di salite (spaccagambe) da prendere con il piglio giusto per non rimanere piantati. Macino gli ultimi km sempre tra molto pubblico partecipe e tanto personale dell’organizzazione, presente ad ogni svolta del percorso (organizzazione encomiabile, degna di una manifestazione che oltre ad alcuni runner “della domenica” ha visto in gara i migliori atleti mondiali della specialità).
Ultimi 2 km, ormai è tutta discesa e si riesce a vedere anche il lungolago e la zona di arrivo. Rentrando a Marone si riprende la strada per le ultime centinaia di metri che mi portano felice sotto lo striscione d’arrivo. I top-runner avranno già fatto la doccia, ma almeno io ho avuto la possibilità di apprezzare maggiormente questa splendida domenica di maggio sul lago d’Iseo.
Per dovere di cronaca, la gara maschile è stata letteralmente dominata dallo svizzero Remì Bonnet che, oltre ad ottenere il nuovo record della gara (1h34’47”), ha distanziato nell’ordine Ionut Zinca e Tadei Pivk. In campo femminile, la vittoria è andata a Emanuela Brizio, che ha chiuso la sua fatica in 2h08’43” precedendo Elisa Sortini e Raffaella Rossi.
P.S. Ennesima chicca dell’organizzazione a fine gara: un ottimo pasta party a pochi metri dalla zona d’arrivo e a ridosso del lago. La giornata sportiva meglio non poteva concludersi. Grazie e alla prossima!

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