Il prossimo 30 aprile prenderà il via la 64a edizione del Trento Film Festival. Uno degli eventi di cui l’Italia deve veramente andare fiera. Ce ne sono parecchi, in giro per il mondo, di festival dedicati alle pellicole sulla montagna. Ma la formula di questo è davvero unica: un mix di pellicole, personaggi, riflessioni, eventi, mostre, presentazioni di libri… per una settimana, l’intera città di Trento si popola di alpinisti, appassionati, fotografi, vecchie e nuove stelle degli sport legati alla montagna in tutte le sue forme.
“Per noi il Festival è una specie di officina, un luogo in cui mettiamo insieme tanti spunti diversi. E non si esaurisce in una settimana: perché con il Tour Trento Film Festival 365 portiamo poi in giro per l’Italia i contenuti di questa manifestazione”, ha spiegato orgogliosa Luana Bisesti, direttrice della rassegna, durante la presentazione che si è tenuta questa mattina a Milano nella sede del CAI.

Un’edizione speciale, questa del 2016. Intanto perché è il Festival degli anniversari: oltre ai 30 anni di MontagnaLibri, la 64a edizione coincide con i 100 anni della spedizione dell’Endurance di Shackleton; con i 70 anni della nascita dei Ragni di Lecco; con i 60 anni del Servizio “Sicurezza e Soccorso in montagna” della Polizia di Stato; con i 60 anni della prima scalata del Monte Sarmineto, in Cile; con i 400 anni della prima traversata di Capo Horn; con i 250 anni della nascita di Malthus… e persino con i 150 anni da quando è stata coniata la parola ecologia. Tutte ricorrenze di cui si parlerà al festival. “E a proposito di ecologia – ha ricordato Roberto De Martin, presidente del Trento Festival – la serata del 30 aprile sarà dedicata proprio alla crisi ambientale. Se ne parlerà all’Auditorium Santa Chiara con Luca Mercalli e don Luigi Ciotti durante un incontro dal titolo “Crisi ambientale e crisi etica, due facce dello stesso problema”.

I film in programma sono tanti: ben 108, selezionati tra oltre 500. “Un lavoro difficile, perché mai come quest’anno la qualità era davvero alta. La giuria ha avuto davvero un gran daffare, per decidere quali pellicole presentare”, ha raccontato Sergio Fant, responsabile del programma cinematografico. Ma cosa vedremo, dunque, al Trento Film Festival?
Tra le “chicche” da segnalare, Sherpa di Jennifer Peedom, già presentato ai festival di Toronto e Londra, che affronta il significato spirituale ma anche economico che ha l’Everest agli occhi degli sherpa, alla luce della tragedia che nel 2014 ha visto la morte di 16 di loro sotto una valanga. Nel commovente K2 – Touching the Sky della regista e scalatrice polacca Eliza Kubarska l’alpinismo intreccia invece i rapporti tra genitori e figli: è possibile conciliare i rischi della montagna con la scelta di diventare padre o madre? La Kubarska, in vista della sua prima gravidanza, se lo chiede al campo base del K2 insieme a un gruppo di persone accomunate dalla perdita di un genitore sulla mitica montagna.

Accanto all’alpinismo, nella sezione Concorso anche opere che esplorano, fuori dai cliché del film sportivo, il mondo delle discipline invernali ed estreme: il volo con tuta alare in Looking for Exits del danese Kristoffer Hengsvad, che interroga la giovane americana Ellen Brennnan sulle motivazioni e ossessioni di chi rischia la vita per un salto nel vuoto, in un film unico che unisce adrenalina e filosofia; lo sci freestyle in Snowman del canadese Mike Douglas, che sullo sfondo dei paesaggi del British Columbia celebra una storia di amicizia segnata dall’ossessione per la neve e i sui rischi; le corse coi cani da slitta nell’epico The Great Alone di Greg Kohs, il cui tormentato protagonista lotta per emulare il padre e conquistare un posto nella leggenda della Iditarod, la mitica gara attraverso gli splendidi paesaggi gelati dell’Alaska.

E poi, naturalmente, i grandi personaggi. Il 28 aprile, alle 21, all’Auditorium Santa Chiara, si entrerà nel vivo della grande avventura con Reinhold Messner, con la serata evento dal titolo “South! The last trip”, curata da Sandro Filippini, durante la quale si ripercorrerà una delle avventure più incredibili e straordinarie di tutti i tempi: la spedizione dell’Endurance di Ernest Shackleton in Antartide, di cui quest’anno ricorre il centenario.
L’avventura sulle grandi vette del mondo sarà il tema delle due attesissime serate alpinistiche del festival: il 5 maggio, alle 21, all’Auditorium Santa Chiara, Simone Moro e Tamara Lunger racconteranno il loro “Nanga Parbat 2016”: un’impresa che passerà alla storia, per il quarto ottomila di Simone nella stagione fredda, per la “forza” di Tamara di rinunciare alla vetta a pochi metri sotto la cresta sommitale per consentire ai compagni di portare a termine la scalata; il 6 maggio, alle 21, al Teatro Sociale, saranno protagonisti i Ragni di Lecco.
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