Ore 3:30 del mattino, ho appena finito la colazione e fuori piove, piove davvero forte, in fondo alla valle si vedono anche i lampi. Bene, è esattamente dove devo andare: Castiglione d’Orcia. Tra un’ora mi devo incontrare con Lory, un’amica che, insieme ad altre tre, farà la prima frazione della staffetta della 103 km Tuscany Crossing. Io, accettando il loro invito, la farò tutta. Mi hanno assicurato che correremo assieme e già so che mi hanno mentito, ma sarà bello vederle.
Ho la fortuna di correre in un posto bellissimo che spero mi aiuti, per seguire le mie amiche ho preparato una 100 km in un mese o meglio non ho preparato niente. Oggi ci si diverte. Alla partenza incontro Lory; la pioggia è praticamente cessata, sono le 5:15, si parte. La frontale è più una sicurezza che una necessità, perché siamo in tanti e inizia ad albeggiare. Nel Tuscany Crossing si corre pochissimo sull’asfalto. La pioggia della notte ha reso fangosi alcuni tratti, e questo fa sì che siano scivolosi e di conseguenza abbastanza divertenti.

Questa gara è interessante anche perché la si può fare in più modi: solo 15 km, a staffetta, 53 km oppure il percorso completo di 103 km. Insomma si può organizzare un bel fine settimana in Toscana con gli amici, anche se la preparazione è diversa. I cancelli orari sono larghi, e li si può affrontare con la giusta serenità: anche perché in ogni caso ci sono da macinare 3.200 metri di dislivello positivo. Scorrono davanti agli occhi paesi incantevoli e panorami che hanno ispirato alcune scene de “Il gladiatore”. Tutti buoni motivi per rallentare e guardarsi intorno qualche secondo in più.
I ristori sono posizionati circa ogni 10-12km. Si è in semi-autosufficienza. Nei ristori non manca mai pane e olio, che continuo a mangiare vista la bontà della materia prima. In alcuni si può avere pasta e zuppe, oltre ai più comuni alimenti che si trovano nelle gare. Gli organizzatori hanno incluso nel percorso alcuni paesi incantevoli: Bagno Vignoni, Pienza, San Quirico d’Orcia, Montalcino, Castelnuovo dell’Abate, Vivo d’Orcia, Campiglia d’Orcia.

L’attraversamento dei paesi avviene tra l’altro in punti caratteristici, con vista sulla vallata: un ottimo spunto per invogliare a rivederli. Usciti dai paesi si torna a correre nei boschi e sulle larghe strade sterrate tra i campi, dove di quando in quando appaiono una chiesetta o un monastero. La metà della corsa corrisponde a Montalcino. Da questo splendido paese parte la 53 km, e la partenza coincide con il ristoro che si trova all’interno di una corte. Qui, per chi lo desidera, c’è la possibilità di far arrivare una borsa per potersi cambiare. Il tutto al coperto.
Il ristoro di Montalcino è davvero ricco, e io ne approfitto per un po’ di pasta in bianco, carico le borracce e si riparte. Si attraversa la fortezza per poi ritornare nei boschi. La seconda parte di gara è un po’ più dura della prima. Per fortuna il tempo non è troppo male, anzi: per i miei gusti è perfetto, con pochissimo sole e pioggia quanto basta. La difficoltà sta nel fatto che negli ultimi 40 km bisogna affrontare circa lo stesso dislivello presente nei primi 60 km.

Da un punto di vista tecnico, la Tuscany Crossing non è una gara particolarmente ardua (ed è una fortuna perché ormai è ora di riaccendere la frontale), e il terreno permette ancora di correre. Sono quasi all’arrivo. La fine gara che meno amo è quella che vedi da lontano, perché non la raggiungi mai. Castiglione d’Orcia è sopra una collinetta, con la sua rocca ben illuminata… la vedi da molto lontano e pare irraggiungibile. Eccomi all’ultimo km, che è una salita ripida e sterrata. Ormai è buio. Ho raggiunto due ragazzi, vediamo la luce dell’arrivo e sentiamo le voci delle persone e dello speaker. Parliamo tra di noi: cosa sarà meglio bere prima della doccia? La birra è sempre la birra, ma un Brunello di Montalcino…
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