Baciato dalla fortuna! E non solo dal punto di vista meteorologico. Infatti sabato 20 ottobre per l’Ultra-Trail del Lago d’Orta, giunto alla sua 3a edizione e organizzato dalla società A.S.D Trail-Running, è stata una grande festa: infranto il numero delle presenze precedenti, con circa 700 atleti iscritti alle due gare principali (la 63 e la 22 Km), partecipanti provenienti da 13 nazioni differenti (di cui uno addirittura dal Brasile), presenza di atleti di altissimo livello come Stefano Trisconi (campione italiano di Ultra-Trail su distanza normale), Nico Valsesia, Daniele Fornoni. Tra le donne “star” del calibro di Patrizia Pensa (3a nella classifica femminile al Tor De Géants), Cecilia Mora, Carmela Vergura, la tedesca Antje Schunai.
Nonostante le previsioni meteo fino a qualche giorno prima dessero tempo pessimo, all’ultimo momento l’arrivo di un’alta pressione ha regalato una bellissima giornata di sole con temperature ottimali, grazie alle quali in gara tutti i partecipanti hanno potuto godere dei bellissimi ed emozionanti panorami offerti dal percorso e dominati dalla vista sul Lago d’Orta e su uno scintillante Monte Rosa innevato.
La giornata è stata molto intensa sotto tutti i punti di vista, e non solo per gli atleti che si sono sfidati lungo il percorso ultra-trail (da 63Km, con 3.800 metri di dislivello positivo) e trail (22 Km per 1.600 metri). Infatti, sempre nella stessa giornata, si sono corsi un minitrail e una nordic walking da 14 Km (800 m D+). Insomma una giornata dedicata a tutti gli appassionati di corsa nelle sue varie forme, e una festa per tutti gli sportivi.
La gara principale, da 63 Km, ha affollato fin dalle prime ore del mattino le strade di Pogno (località di partenza ed arrivo di tutte le gare) con un colorato mondo di atleti e volontari che si preparavano per il via, fissato per le ore 10. Pochi minuti prima dell’ora X, raccolti tutti gli atleti all’interno della griglia di partenza, a scaricare la tensione ci hanno pensato le note di una banda locale. Un saluto con fumogeni che hanno colorato l’aria di blu, e poi via: si parte.
Veloce passaggio del fiume umano tra le stradine del paese, per portarsi subito all’attacco dei sentieri. Il gruppo affronta i primi saliscendi che portano all’attacco del sentiero degli scalpellini, lungo cui si arriva alla Madonna del Sasso (1° ristoro, 5 Km) con la sua panoramica terrazza affacciata sul lago. Uno spuntino veloce e si riparte per un bosco ripido che porta ai Monti della Luna, una serie di spettacolari dorsali bianche create dalla roccia disgregata dagli agenti atmosferici. Una magnifica cavalcata a filo di lago che conduce il gruppo a rientrare nei boschi sovrastanti. Alcune salite e un lungo traverso, in mezzo a un magnifico bosco di castagni e faggi, permettono di raggiungere il secondo ristoro posto a Valpiana (11 Km).
Passato il paesino, si torna nel bosco con i suoi continui saliscendi e una salita, breve ma ripida, alla quale segue la lunga discesa verso Arola (3° ristoro e primo cancello, 23 Km). Il gruppo di atleti a questo punto è una lunga fila che si sviluppa lungo il percorso per numerosi chilometri. Da Arola inizia l’infinita salita, in principio molto ripida, di circa 8 Km che prima porta a costeggiare il Monte Piagera e poi a percorrere l’ampia ed aerea cresta che conduce al Monte Novesso (1.430 m), a circa metà del percorso.
Una bella e veloce discesa dal monte porta al 4° ristoro, ubicato all’Alpe Sacchi, dal quale si continua in falsopiano fino a uno spettacolare passaggio tra due rocce che sbarrano la strada. Da qui una veloce discesa e un lungo tratto in piano conducono al 5° ristoro, posto all'altezza del 37 Km. La fatica inizia a sentirsi nelle gambe, e la luce incomincia velocemente a diminuire. Breve discesa, tratto in piano lungo un torrente, ed ecco che si riparte con una lunga salita che porta all’Alpe Berru, che si supera per poi arrivare all'ampio crinale che domina le montagne circostanti. Mentre il cielo diventa rosa, ci si butta giù per una faggeta lungo un ripido sentiero a zig-zag che raggiunge una sterrata. Il sole è sparito all'orizzonte, e sfruttando gli ultimi chiarori si raggiungono alcuni laghetti.
Un breve pezzo su strada asfalta, 5 minuti di sosta per tirare fuori dallo zaino la frontale, e ancora via lungo una sterrata che porta a Nonio (6° ristoro, 48 Km). Qui ci attende una gradita sorpresa: abbondanti e calde tazze di brodo, che ci fanno recuperare un po’ di sali e di energie. Ormai è buio pesto, e si prosegue per piccoli gruppi sparsi, seguendo il fascio di luce di quelli avanti e i segnali che brillano nel buio. Le salite non sono finite, bisogna ancora faticare un po’ per arrivare a Grassona (7° ristoro, 52 Km) e quindi al lungolago di Pella (8° ristoro, 55 Km), ma ormai il peggio è alle spalle e si continua sotto un cielo sereno, lievemente illuminato da una piccola falce di luna. Si percorre un breve tratto del lungolago ammirando le luci dei paesi che vi si affacciano, non senza un po’ d’invidia per quelli che stanno comodamente mangiando a casa.
Ma bisogna affrontare l’ultima lunga – e a tratti ripida – salita che porta al nono e ultimo ristoro (circa 60 Km). Ancora un breve tratto verso l'alto, ed ecco affacciarsi nel buio le sagome delle prime case di Pogno. Sapendo di avere poche centinaia di metri da fare, si dà fondo alle ultime energie per arrivare al Pala-Wojtyla, dove ci attende la festa e birra Menabrea in gran quantità per concludere questa indimenticabile giornata.
Per la cronaca: la vittoria nella categoria maschile è andata a Daniele Fornoni (6h46'38"), mentre tra le donne ha dominato Lisa Borzani (8h05'10"). A seguire, per gli uomini, Nico Valsesia e lo spagnolo Juan Mari Jimenez Llorrens; tra le donne Cecilia Mora e Patrizia Pensa.
Nella 22 Km ha vinto il maratoneta Giovanni Gualdi (1h46'25"), secondo Luca Ponti (1h48'14"), mentre al terzo posto è arrivato Alberto Pini (1h50'22"). Per le donne la vittoria va a Giovanna Cerutti (2h10'20"), seguita da Cinzia Bertasa e Michela Uhr.
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