Una premessa bisogna fare, prima di prendere in mano il libro “Runner si diventa” di Daniele Barbone (ed. Corbaccio, 14.90 euro): se siete degli “absolute beginners”, comperatelo. E comperatelo anche se non siete iscritti a nessuna associazione podistica; se ogni volta che incrociate un runner per strada lo guardate con un po’ di invidia; se siete sovrappeso e volete uno stimolo a darvi una mossa; se pensate che vi piacerebbe calarvi nell’affascinante epopea della corsa.
Ma se di suole ne avete già consumate parecchie macinando chilometri su chilometri; se non siete neofiti delle competizioni; se le serate tra amici trascorrono spesso fra birra e chiacchiere sull’ultimo appuntamento podistico; se almeno una volta nella vita avete provato a seguire un programma di allenamento, o se avete già “assaggiato” un trail… allora lasciate perdere!

Già, perché il libro di Daniele Barbone – per altro scritto davvero bene! – non aggiunge nulla al bagaglio di conoscenze di chi conosce l’argomento “corsa & dintorni”. Anche il fatto che l’autore un bel giorno abbia deciso di calzare le scarpette e cominciare a correre, arrivando a portare a termine la 100 km del Sahara, in realtà non rappresenta niente di eccezionale se non per chi è fuori da questo mondo. Quanto meno, non rappresenta un evento così eccezionale da farne un libro.
“Ogni passo, una conquista. Resistere, una sfida. Il traguardo, uno scopo. Credo nei sogni. Credo nella forza dell’uomo, in quell’energia annidata nelle pieghe più nascoste della mente e del corpo”. Così scrive Daniele Barbone. E noi concordiamo, ovviamente, ci mancherebbe! Però di parole del genere ne abbiamo già lette davvero tante. Pagina dopo pagina, si aspetta sempre di trovare l’idea nuova, lo spunto originale, la chiave di lettura diversa. Che non arriva.
La corsa è uno sport bellissimo. Se poi si fa in natura, è ancora meglio. Ma purtroppo ultimamente è diventata anche un fenomeno di moda. E come sempre succede in questi casi, si sta perdendo l’originario spirito pionieristico per andare incontro a una serie di fenomeni (testimonial più o meno famosi, libri, documentari, “santoni” che hanno sempre la parola giusta per tutti…) più vicini allo show business che allo sport.
“Runner si diventa” sarebbe però, a nostro parere, un bellissimo testo scolastico. Letto in classe potrebbe insegnare ai ragazzi che con la determinazione, lo spirito di team, la perseveranza, la fatica si possono raggiungere grandi obiettivi. Gli adulti lo sanno già. Soprattutto quelli che corrono.
© riproduzione riservata

