Durante la nostra vacanza trascorsa ad arrampicare ad Ailefroide, nelle Alpi del Delfinato, ci è anche capitato di “battezzare” un masso e di aprirci sopra cinque linee.
Nell’articolo precedente vi raccontavo di una delle numerose avventure passate qui ad Ailefroide, nelle Alpi del Delfinato. La verità è che abbiamo trascorso una settimana intensa e molto divertente.
Siamo partiti io e Alessandro da casa verso la Val di Susa, prima tappa del nostro viaggio itinerante. Qui ci siamo fermati giusto il tempo di fare la ferrata Grassi, in località Condove e un po’ di boulder.
La ferrata è stata carina, breve, un po’ più tecnica rispetto alle altre che si trovano in zona, tra cui la famosa Carlo-Giorda. Insomma, in un’ora e mezza avevamo finito e ci eravamo divertiti. Sul sentiero di rientro abbiamo trovato un masso. Cercando online abbiamo visto che la Val di Susa non è proprio una meta per boulderisti, e che di fatto quel masso era lì per noi, con delle linee nuove tutte da aprire.

Un masso tutto per noi
Siamo tornati di corsa verso l’auto, abbiamo preso le scarpette e la magnesite e ci siamo messi all’opera. Il masso l’abbiamo chiamato “Il sasso degli amanti”, e abbiamo aperto cinque linee:
- Lo spigolo Borghi, 3c
- La fessura, 5a
- Spicy, 5b/5c
- E di Emma, 5a
- Bomberina, 5b (sit start)
Verso le 19.00 ci siamo rimessi sulla strada e siamo arrivati in due orette a Briançon. Abbiamo dormito in un’area di sosta per camperisti e il giorno dopo, in soli 40 minuti, abbiamo raggiunto Ailefroide.
I primi giorni li abbiamo passati con due nostri amici: Andrea e la sua fidanzata Alessia. Siamo andati a scalare con loro per qualche giorno, fino a quando poi le nostre strade si sono divise: loro andavano a nord verso Monetier les Bains, noi restavamo ancora a goderci le placche di granito.
Con loro abbiamo esplorato la zona. Il primo giorno abbiamo scalato in falesia in modo da capire lo stile di arrampicata, la spittatura e ambientarci un po’. Poi nei giorni seguenti tra vie, ferrate e boulder abbiamo fatto stretta amicizia con la roccia, il meteo e i boschi dei dintorni.

Gioie e dolori della vita da camperisti
Viaggiare con Alessandro è stata un’esperienza sotto tanti aspetti. Non ci era ancora capitato di stare via così tanti giorni, all’estero e in macchina camperizzata, insieme. Mi divertivo a vedere le sue espressioni e a sentire i suoi commenti sulle persone e sul posto. Ce ne sono capitate di tutti i colori in campeggio!
Essendo io già abituata a viaggiare per campeggi, ero meno turbata. Lui, invece, aveva reazioni davvero buffe Mi ha fatto morire dal ridere, per esempio, quando la mattina di Ferragosto è arrivato da me che ancora dormivo alle sei del mattino, e tutto rosso in viso mi ha svegliato dicendomi: “Tu non hai idea di quello che ho visto in bagno!”. Un’altra volta si stava lavando i denti e un ragazzo, come nulla fosse, aveva iniziato a lavarsi i piedi nello stesso lavandino che lui stava usando: complimenti per la mobilità d’anca!
Nonostante tutte le avventure, che alla fine restano alla memoria come aneddoti divertenti, è sempre bello stare insieme quando ci si vuole bene. Sotto un cielo stellato la notte di San Lorenzo. Oppure sotto un masso ad immaginare la via. Neanche il maltempo è riuscito a toglierci il sorriso.
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