Classicamente non si vede l’ora che arrivino le tanto attese vacanze estive per riposare e tirare un po’ il fiato. Certo le premesse sono sempre le stesse, peccato che vengano puntualmente disattese già prima di partire. Facendo la spunta delle cose da caricare in macchina, ti accorgi che la bici da corsa c’è (con tutto quello che serve…), scarpe e tutto quanto legato alla corsa ci sono, occhialini ed altri ammenicoli per il nuoto sono stati caricati, l’inseparabile Garmin c’è…. Manca ancora qualcosa? Dai, se c’è ancora posto in auto ci carichiamo anche l’ombrellone e il minimo indispensabile per trascorrere tre settimane in quel di Mentone, sulla splendida riviera della Costa Azzurra.

Arrivati in loco, appena aperta casa e rifornita la dispensa, non vedi l’ora di gustarti una prima uscita bike (soft) direzione Italia per provare la nuova e strepitosa ciclabile (costruita sul vecchio tracciato della ferrovia) che da Bordighera (passando per Sanremo) arriva fino a San-Lorenzo. Assolutamente da provare, in quanto è tutta sul mare e molto ben fatta. Non sembra nemmeno di essere in Italia! Oltre al fatto che quest’anno il Giro d’Italia è partito proprio da qui con la crono a squadre.

Rientrato alla base e lasciata la bici, raggiungo mia moglie al mare, dove incrocio subito una cara amica runner, compagna di alcune uscite lo scorso anno. Ovviamente dopo il classico “ciao come stai”, scatta subito la classica domanda: “domani mattina a che ora ci troviamo per uscire a correre?”. Eccoci, non sono passate nemmeno 24 ore dall’inizio delle ferie e già è tutto chiaro: altro che pennica e letture sotto l’ombrellone.
Così dalla mattina successiva la sveglia ha iniziato a suonare puntuale tutte le mattine alle 5:40. E pensi: ma almeno quando vado a lavorare riesco a stare a letto fino alle 7:00. Già, dura la vita dello “sportivo” in vacanza. Ma ormai la decisione è presa, e ai primi lamenti della sveglia ti trascini in qualche modo fuori del letto, lavata di faccia, rapida colazione e dopo una brevissima vestizione ti trovi al punto d’incontro.

Atmosfera molto tranquilla e sonnacchiosa, breve stretching rivolti verso il mare piatto, e siamo pronti per partire. Non c’è nemmeno bisogno di stabilire la direzione, puntiamo decisamente verso la “Promenade Le Corbusier”. Partendo dal Casino di Mentone, si percorrono i primi 3 km sul lungomare per uscire da Mentone in direzione Roquebrune. Qui lasciamo la strada dove la statua dell’architetto Le Corbusier dà inizio al sentiero panoramico da lui progettato, che passando da Cap-Martin ci porterà a Montecarlo.
Appena prendiamo “la Promenade” il ritmo corsa cambia; il tracciato diventa da subito sinuoso con continui brevi tratti saliscendi, oltre che assolutamente panoramico (nei pochi momenti di lucidità si possono apprezzare anche incantevoli scorci sul Principato di Monaco). Dimenticavo: il tutto accompagnato da circa 750 gradini, giusto per aprire ancora di più i polmoni. E nei brevi tratti pianeggianti si rimane comunque a “bocca aperta” estasiati da passaggi particolarmente suggestivi (come la passerella sospesa sul mare cristallino).
Sul percorso, costeggiamo una splendida casetta arroccata sul crinale fronte mare, dove – puntuale come non mai – ogni anno al nostro passaggio sentivamo l’amico gallo cantare, dandoci così il suo buongiorno. Peccato che il tempo passi anche per lui, e quest’anno non si è sentito… che sia finito in pentola? Promenade Le Corbusier è lunga circa 5 Km (ma con i gradini sembra decisamente di più) e si conclude in località Beausoleil, in prossimità del Tennis Club di Montecarlo. Qui torna a riprendere la strada in direzione Casino di Montecarlo. Sono 2 Km di strada piana e piacevole, dove lo sguardo si perde tra i maestosi palazzi di una città surreale ma accattivante e inspiegabilmente vuota.
In effetti l’orologio mi ricorda che sono le 7:05 e qui la vita ha tutto un altro ritmo. Ok, eccoci nella piazza del Casino: il Garmin indica 10 Km esatti. Oltre a noi due maniaci in pantaloncini, intravediamo un netturbino (che tra l’altro ci guarda molto perplesso). Nessun’altro. Un giro intorno alla piazza e prendiamo la discesa che ci porta giù al porto. Qui c’è la possibilità di scrutare tutti gli yacth per trovare il più esagerato… Insomma quello che ce l’ha più lungo. Passaggio dal porto, giro di boa alla curva de La-Rascasse, e invertiamo la rotta per il ritorno restando questa volta bassi per passare dalla Marina, Ranieri Forum e Larvotto.

In questi ultimi chilometri ci eravamo abituati troppo bene, peccato che puntuali riprendiamo il primo gradino (dei 749 ancora mancanti) per il ritorno. I muscoli delle gambe iniziano a bruciare e gli scalini maledetti sembrano sempre più alti, ma questa passeggiata è davvero affascinante e sai già che domani sarai ancora qui, magari con le gambe ancora più dure, ma ci sarai. Eccoci alla fine della Promenade, salutiamo e ringraziamo “Le Corbusier “, poi riprendiamo il lungomare in direzione Mentone. Soffro il nuovo cambio di ritmo, ma l’idea che tra poco potrò abbuffarmi con la colazione mi spinge a forzare dannatamente i tempi del ritorno. Quando inizia a mancare l’ossigeno e le apparizioni diventano sempre più frequenti, mi giro e vedo la mia compagna correre ancora molto sciolta: così con la poca lucidità che mi resta decido di mettermi al traino per le ultime centinaia di metri.
Il Garmin indica 22.4 Km. Anche per oggi la colazione e la doccia sono meritate! Domani mattina il bis, impossibile farne a meno. Per pura statistica, alla fine del soggiorno avremo macinato quasi 360 Km in 15 uscite. E queste le chiamano vacanze?
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