Abbiamo testato un capo underwear in filato Dryarn durante alcune escursioni in bicicletta, con diverse temperature. Il risultato: una seconda pelle che si adatta alle condizioni esterne, garantendo sempre comfort e traspirabilità.
Una T-shirt leggerissima, quasi una garza. Tanto che la si può appallottolare e riporre senza problemi in una tasca. Eppure il filato in cui è realizzata – il Dryarn – riesce a garantire la massima protezione con qualsiasi temperatura. Quando il termometro scende, riesce a scaldare il corpo; e se la temperatura aumenta, assorbe il sudore e lo veicola verso l’esterno, in modo che non si ha mai la sensazione di bagnato sulla pelle.
Per verificare quello che è scritto sul sito, oltre a un test running, abbiamo deciso di mettere alla prova questo capo underwear anche con una serie di pedalate. Alcune effettuate i mesi scorsi, con temperature variabili tra i 7 e i 10 gradi; l’ultima pochi giorni fa, con il termometro che ne segnava oltre 30.
Ebbene, il nostro capo in Dryarn ha passato l’esame a pieni voti. Con il freddo lo abbiamo indossato sotto una maglia tecnica da bici a manica lunga, senza aggiungere gusci di protezione. Risultato: un piacevole calore diffuso sul corpo. La T-shirt in Dryarn ha creato una specie di scudo isolante che ci ha protetto dal freddo, e nello stesso tempo ci ha mantenuti asciutti quando – chilometro dopo chilometro – lo sforzo fisico ha fatto salire la temperatura corporea.
Nei giorni scorsi, invece, la stessa T-shirt è stata indossata durante una pedalata lungo la ciclabile dell’Adda, sotto una maglia tecnica leggera a manica corta. E qui è stata ancora più evidente la “doppia anima” di questo capo. Infatti il percorso alternava tratti soleggiati in cui la temperatura superava i 30 gradi, ad altri in ombra molto freschi. Ebbene, l’underwear in Dryarn è riuscito nel doppio compito di aiutare la diffusione del sudore e di proteggere dagli sbalzi di temperatura.

L’utilizzo ideale del Dryarn è proprio quello come indumento intimo a contatto della pelle (meglio di tutto poi se realizzato con tecnologia seamless, cioè senza cuciture). La particolare struttura della fibra permette di “spingere” l’umidità dalla parte più calda (il corpo) a quella più fredda (l’abbigliamento outdoor in poliestere o nylon), mantenendo sempre la pelle asciutta. Senza questo “filtro”, il comfort non sarebbe totale: infatti gli indumenti in poliestere e nylon non hanno la stessa capacità di rilascio delle molecole di umidità verso l’esterno.
In presenza di attività sportiva blanda, Dryarn gestisce il flusso di vapore della traspirazione in modo tale da non sbilanciare il sistema di termoregolazione e conservare la pelle asciutta. In presenza di sforzo fisico elevato, raccoglie il sudore dalla superficie della pelle e – facendolo passare lungo la superficie della fibra – lo porta all’esterno rilasciandolo nell’ambiente.
Va sottolineato che Dryarn non è un brand di abbigliamento, ma un filato tecnico brevettato da Aquafil, azienda con sede ad Arco (Trento), specializzata appunto nella produzione di fibre capaci di garantire le massime prestazioni, anche nelle attività più estreme e nelle condizioni climatiche più difficoltose. Per essere sicuri di acquistare un prodotto in Dryarn, dunque, occorre leggere le etichette. Molti sono i produttori di abbigliamento sportivo e outdoor – in Italia e in Europa – che hanno scelto di utilizzare questo filato per i loro capi.

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