Vi proponiamo una suggestiva escursione di pochi chilometri tra le alture della Riviera Ligure di Ponente. Alla scoperta di borghi medievali e antichi castelli.
Tra i borghi più belli d’Italia, ce n’è uno nella Riviera Ligure di Ponente che pochi conoscono. Sebbene si trovi a pochi chilometri dalla città di Albenga (un’altra “perla” di cui parleremo in un prossimo articolo). Si tratta del paese medievale di Zuccarello, che oggi conta meno di 300 abitanti ma che un tempo era un importante feudo, conteso per via della sua posizione geografica strategica.
Alla fine del ‘300, Zuccarello divenne sede del marchesato della famiglia Del Carretto. Un nome non indifferente per gli appassionati di storia dell’arte, che ricorderanno il famoso sarcofago in pietra scolpito da Jacopo della Quercia per Ilaria del Carretto, e conservato nella cattedrale di Lucca.
Non si tratta di un caso di omonimia, perché la bella marchesa andata in sposa nel 1403 al signore di Lucca e morta di parto a 25 anni, era nata proprio a Zuccarello. Tanto è vero che oggi, all’ingresso del paese, ad accogliere i visitatori c’è una statua in bronzo che la ritrae e che riprende in tutto e per tutto la fisionomia e l’abbigliamento del sarcofago toscano.

Questo solo basterebbe per capire l’importanza del borgo. Che infatti è un autentico gioiello. E dal momento che la nostra escursione parte proprio da qui, vale la pena di soffermarsi un po’ a visitarlo.
Lasciata l’auto nel parcheggio fuori dalle mura, si accede a Zuccarello passando sotto una porta oltre la quale si snoda la strada principale del paese. A sinistra e a destra, portici su cui affacciano botteghe, B&B, piccoli ristoranti tipici. Ai lati della strada si aprono poi vicoletti che si arrampicano tra scale, muri in pietra, facciate di case ornate da gerani.

Da Zuccarello a Castelvecchio di Rocca Barbena
Alla fine della strada, sulla destra c’è una stradina lastricata con un cartello segnavia che indica “Castelvecchio di Rocca Barbena”. Gambe in spalla, quindi. Il percorso in realtà non è né lungo né difficile (un bel sentiero di circa 4 km e 300 metri di dislivello), ma meglio evitare di farlo con il caldo.
La strada si inerpica verso l’alto, tra macchia mediterranea e boschi di castagni. A poco meno di metà strada, si arriva a un bivio. A destra una breve deviazione conduce alle rovine del Castello di Zuccarello, dove nacque la marchesina Ilaria Del Carretto (e vale la pena deviare dal percorso per andarlo a vedere). A sinistra si prosegue invece verso un altro bellissimo borgo medievale: Castelvecchio di Rocca Barbena (foto di apertura).

La salita a questo punto diventa più dolce, e si cammina tra castagni e oliveti. Dopo le prime fontane del paese, ecco la porta di accesso: Porta Sottana (così veniva chiamata nel Medioevo la porta inferiore, rispetto a quella superiore che prendeva il nome di Porta Soprana).
Anche questo è un borgo dove – come dice una frase fatta ma sempre efficace – il tempo si è fermato. Gli abitanti qui sono poco più di un centinaio, ma molte delle casette in pietra vengono affittate a turisti (soprattutto stranieri) a caccia di pace e atmosfera.
Un particolare curioso: Castelvecchio è anche il paese della poesia. Murate alle pareti delle case, ci sono infatti targhette in pietra che riportano versi di tanti poeti: da Alda Merini a Quasimodo, fino alle vecchie composizioni dialettali.
Dopo la visita al borgo, sedetevi sulla spianata di fronte alla chiesa di Nostra Signora Assunta, e godetevi il panorama sulle colline. E se ne avete voglia, allungate fino al Castello: un’antica fortezza (fu edificato nell’XI secolo) più volte danneggiata e restaurata. Da qui è particolarmente piacevole la vista sul borgo e su tutta la vallata.

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