Ansia da shopping pre-natalizio? Ecco l’alternativa: un “light” trail che vi farà dimenticare il mese più frenetico dell’anno.
Sabato pomeriggio di dicembre. Il rischio di trovarsi nella ressa di un centro commerciale è elevatissimo, troppo vicino il Natale. Se proprio abbiamo voglia di sgomitare, molto meglio farlo nella griglia di partenza dell’Uno di Monticelli insieme ad altri 4/500 trailer che hanno scelto di iniziare il weekend correndo per sentieri intorno a Monticelli Brusati (BS).
Il menù preparato anche quest’anno dallo chef Marco Berni (a proposito, speriamo di rivederlo presto con le scarpette) è di quelli light, dunque adatto alla stagione: 27,5 chilometri e 1300 metri D+ da concludere entro sei ore. Si parte alle 18 di sabato 2 dicembre, dunque frontale accesa fin dall’inizio.
Il tracciato
La ressa di cui si accennava sopra dura poco. I tre chilometri iniziali del tracciato sono ampi e filanti, quindi consentono di allungare il gruppo a sufficienza eliminando il rischio di intasamenti sulla prima salita. E’ dal terzo chilometro che si comincia a fare sul serio. Scopriamo subito che le colline della Franciacorta non sono coperte solamente da vigneti. Sentieri e mulattiere, dal fondo ormai reso umido dalla sera avanzata, attraversano anche lunghi tratti boscosi e si arrampicano tra le viuzze di paesi sconosciuti. Certo, il fascio di luce della frontale illumina spesso i filari e permette di spiare dietro le vetrate delle cantine. Ci mancherebbe. Ma il paesaggio è ben più vario di quello che si aspetta chi non conosce a fondo questa terra. Non mancano inoltre i passaggi al cospetto di gioielli artistici, a cominciare dalla ex parrocchiale dedicata a San Zenone posta su una altura, fino a quella attuale del Settecento, dedicata ai Santi Tirso e Emiliano. Il Santuario della Madonna della Rosa è il più apprezzato, non fosse altro perché è posto al culmine dell’ultima salita della gara.
Alla luce delle fiaccole
Qui e in tutti i punti salienti del percorso si avanza accompagnati dalla luce emanata da fiaccole e bracieri accesi per l’occasione. Succede anche al passaggio delle Cascate di Gaina, dove si attraversa il canyon scavato dalla forza dell’acqua. Vale la pena qui fermarsi un attimo e prendere fiato con la scusa di una foto: la salita che inizia proprio da quel magico guado è breve ma arcigna. Così come non sono da prendere sottogamba gli ultimi chilometri, caratterizzati da continue salitelle, che a questo punto della gara diventano davvero faticose. Vietato in questo tratto prendere sul serio le parole di conforto del pubblico: “Forza, questa è l’ultima poi è tutta discesa”. Meglio procedere con calma, quindi.
Lo sprint facciamolo invece adesso: solo per i primi 400 iscritti è garantito il gadget Montura.
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