Parla Franco Rossi, presidente di Eroica, la gara ciclistica vintage che quest’anno è arrivata alla 29a edizione.
Il 3 e 4 ottobre Gaiole in Chianti accoglierà la XXIX edizione de L’Eroica. Saranno giorni in cui da tutto il mondo arriveranno biciclette e persone con le proprie storie, le emozioni, i sogni e l’irrefrenabile desiderio di ritrovarsi. La crescita internazionale ha portato L’Eroica in tanti diversi Paesi, ma ha reso sempre più forte il legame con il luogo dal quale tutto è partito. È su questo rapporto, fra ciò che L’Eroica è diventata e le sue origini, che prende avvio il racconto di Franco Rossi, presidente di Eroica Italia.
– Il 3 e 4 ottobre Gaiole accoglierà la XXIX edizione de L’Eroica. Che cosa significa arrivare a questo appuntamento dopo quasi trent’anni?
“Significa avere innanzitutto la consapevolezza di quanto L’Eroica sia cresciuta e, allo stesso tempo, di quanto sia importante continuare a lavorare sulle sue origini. Quando a Gaiole arrivano migliaia di persone da tutto il mondo, L’Eroica continua ad avere qui il suo punto di riferimento. La soddisfazione più grande è vedere che la comunità si riconosce nell’evento e partecipa sempre più alla sua costruzione”.
– Che cosa significa, concretamente, parlare di una manifestazione che appartiene alla comunità?
“Significa considerare L’Eroica come un progetto condiviso. Non è soltanto una manifestazione che arriva in paese per alcuni giorni: è qualcosa che deve appartenere a chi vive qui. Per questo abbiamo rafforzato il rapporto con le associazioni, con le attività e con le istituzioni e abbiamo iniziato un percorso importante con le scuole”.
– Proprio le scuole sono uno dei progetti sui quali avete lavorato. Che cosa avete fatto?
“Nel 2025 abbiamo iniziato un progetto con le scuole di Gaiole. È stata un’esperienza molto positiva. Incontrare i ragazzi, ascoltarli e capire il loro punto di vista ci ha permesso di aprire una strada che vogliamo continuare a percorrere. I giovani sono importanti per il futuro di Gaiole e anche per quello de L’Eroica”.
– Che cosa possono dare i giovani oggi a una manifestazione nata nel 1997?
“Soprattutto uno sguardo nuovo. L’Eroica è nata nel 1997 e oggi ci sono ragazzi che allora non erano ancora nati. Per questo è importante riuscire a mettere in relazione la memoria con il futuro. L’Eroica non deve essere soltanto la rievocazione di una giornata o di un modo di andare in bicicletta, ma la possibilità di raccontare una storia che appartiene a questo territorio”.

– Quest’anno avete anche coinvolto alcuni ragazzi dell’Eroica Juniores Internazionale…
“Alcuni ragazzi che hanno partecipato all’Eroica Juniores Internazionale di maggio saranno alla Cento Val d’Arbia, 105 chilometri in sella a biciclette d’epoca, con la replica della maglia di lana della Nazionale italiana degli anni Settanta e Ottanta e una vecchia auto della squadra al seguito”.
– Perché avete scelto di far vivere loro questa esperienza?
“Non per correre, ma appunto per vivere un’esperienza. Vogliamo mettere in relazione il ciclismo di oggi con quello di ieri e far conoscere ai ragazzi valori come la passione, il rispetto, il territorio e lo stare insieme in bicicletta”.
– Questa esperienza sarà anche uno dei fili narrativi della diretta Rai di domenica 4 ottobre…
“Sì. La Cento Val d’Arbia sarà uno dei momenti raccontati durante la diretta. Ci saranno un giornalista Rai, una moto con telecamera e un mezzo di assistenza meccanica allestito in una configurazione d’epoca. È un altro modo per raccontare il rapporto fra la bicicletta di oggi e quella di ieri”.
– Il rapporto con il paese, nel frattempo, è cambiato. Quanto è cresciuto il coinvolgimento della comunità?
“L’evento è cambiato e, insieme, è cresciuto il coinvolgimento della comunità. Quando iniziano gli allestimenti si crea un’atmosfera particolare. Gaiole diventa parte dell’evento e, allo stesso tempo, L’Eroica diventa parte della vita del paese. È un lavoro che facciamo insieme alle realtà locali”.
– Quest’anno tornano anche alcuni riti legati alle prime ore della partenza…
“Esatto. Il 3 ottobre, alle 4.30, in Piazza Ricasoli, partiranno i ciclisti del percorso Lungo con biciclette costruite negli anni Venti e Trenta. Saranno biciclette di un altro tempo, con il paese ancora immerso nella notte e davanti una strada lunga 210 chilometri. È un modo per recuperare una parte della storia de L’Eroica”.
– E quest’anno arriva anche l’uovo sbattuto con il Vin Santo.
“È un’iniziativa che nasce dalla cultura rurale del Chianti. Era una colazione dei contadini prima di andare a lavorare nei campi. Quest’anno sarà proposta ai ciclisti che affrontano il percorso più lungo, 210 chilometri, in sella a biciclette senza cambio, con quasi metà del percorso su strade bianche. È un altro modo per mettere in relazione la storia del territorio con quella de L’Eroica”.
– Quanto è importante, per voi, il rapporto fra tradizione e innovazione?
“Devono convivere. L’Eroica è nata guardando alla storia del ciclismo, ma non può rimanere ferma al passato. Un rito, un cibo, un simbolo hanno valore quando riescono a parlare al presente”.

– Anche il programma si è ampliato…
“Sì, ci sono più eventi, incontri, attività e musica. Vogliamo che Gaiole possa essere vissuta per più giorni e non soltanto come luogo di partenza e arrivo delle biciclette. L’obiettivo è costruire un vero festival. Stiamo anche lavorando a un momento di apertura ufficiale che coinvolga la comunità. Stiamo definendo gli ultimi aspetti”.
– Qual è la difficoltà più grande nel costruire un evento di queste dimensioni?
“La sicurezza, la logistica, i percorsi, l’accoglienza, la gestione di migliaia di persone che arrivano da Paesi diversi. Per questo la comunità locale è essenziale. L’internazionalità è possibile soltanto se esiste una dimensione locale forte. Quest’anno ci sono cinque percorsi distribuiti sui due giorni. Il sabato ci saranno i due percorsi più lunghi, mentre la domenica gli altri. Il percorso più lungo misura 210 chilometri. La novità della XXIX edizione è la presenza di più Eroici iscritti alle due giornate: il sabato sarà dedicato alla “Fatica”, la domenica al “Gusto del puro divertimento”. Ma tutti i percorsi hanno in comune le strade bianche, i paesi, il paesaggio e le maglie di lana”.
Un tocco “eroico” al proprio look
Come nelle passate edizioni, sponsor local delle tappe toscane è Proraso, che parteciperà anche alla gara con un proprio team e che allestirà a Gaiole in Chianti (ultima tappa toscana) una Barberia, in piazza Ricasoli. Qui un barbiere sarà a disposizione di tutti coloro che vorranno dare un tocco “eroico” al look, riscoprendo il piacere della rasatura tradizionale. La Barberia sarà aperta da venerdì 2 a domenica 4 ottobre.
Il momento clou sarà il tradizionale Concorso Barba e Baffi in programma venerdì alle 18.45. A essere premiati saranno non solo barbe e baffi, ma lo stile, l’eleganza e il portamento.

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